Rassegna storica del Risorgimento

MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
anno <1988>   pagina <246>
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Libri e periodici
l'Inquisizione, autorità dei vescovi, manomorta, conferimento di benefici a stranieri, inosser­vanza dcWExequatur e del Placet {p. 117). Le proposte, dure ma tutto sommato moderate del Richecourt, non hanno seguito. Altre leggi, duramente contestate dall'establishment ecclesiastico, furono quelle sulle armi e sulla stampa (1743); anche sullo spinosissimo tema dell'Inquisizione (sollevato anche dalTaifa/re-Crudeli) solo nel 1754 si venne ad un accordo, che ricalcava quello tra la Curia e Venezia. Su questioni di tal fatta, altro protagonista bene illustrato da Furio Diaz è quello di Giulio Rucellai, il preparatore anticuriale della Toscana pre-leopoldina. Egli sarà un implacabile vigilante sulle cose ecclesiastiche, specie finché ebbe il sostegno del Richecourt.
Dal punto di vista legislativo, non va infine dimenticato il tentativo, abortito, di redarre un nuovo codice toscano. L'impresa fu affidata al futuro creatore del catasto teresiano, Pompeo Neri, ma l'illustre legislatore non riuscì a districarsi nel gran caos di leggi e codici già esistenti, finendo con lo spazientire lo stesso Richecourt.
Unico momento, invece, in cui Richecourt si trovò in disaccordo con Rucellai fu a proposito dei feudi: infatti, il projet del secondo era assai più duro di quello di Richecourt. Ma la legge del 21 aprile 1749 firmata dal Granduca-imperatore accettava punto per punto quello del conte di 'Nancy. E il 31 luglio 1750, si arrivò alla definizione di una nobiltà .
L'ultimo capitolo si diffonde ampiamente sui problemi culturali di una Toscana tutto sommato ancora provinciale, ma che già cominciava a presentare i segni evidenti delle lumìères.
FRANCESCO GUIDETTI
CESARE MARLETTA, La Zecca di Civitavecchia. Una pagina di storia cittadina 1796-1799; Civitavecchia, Cassa di Risparmio, 1987, in 8, pp. xi-115. S.p.
La Cassa di Risparmio di Civitavecchia nel 1983 curò la pubblicazione dell'opera in 2 volumi di V. Vitalini Sacconi, Gente, personaggi e tradizioni a Civitavecchia dal Seicento all'Ottocento , che si richiamava, utilizzandoli largamente, ai precedenti testi sulla città tirrenica di Labat, Frangipane, Annovazzi, Guglielmotti e Calisse.
Nel solco del più intelligente mecenatismo, è ora presentato il lavoro di Cesare Marletta, dedicato alla Zecca, operante dal 1796 per ovviare alla carenza di circolante metallico.
11 destino dell'officina fu analogo a quello delle altre, istituite in numerosi centri dello Stato: fu soppressa alla fine del 1797.
Durante l'effimera esperienza della prima Repubblica Romana, tra il 1798 e il 1799, fu riaperta senza preoccupazioni per le leggi economiche, sotto la spinta di intenti polemici e nella confusione di quei mesi.
Gli obiettivi perseguiti dall'Autore sembrano convenientemente raggiunti con l'utiliz­zazione di una documentazione per la massima parte inedita. È provata la rilevante attività svolta nel periodo, per cosi dire, regolare , e viene mostrata nel suo significato politico l'azione svolta nel periodo repubblicano. Gli amministratori locali si battevano a tutela di quella autonomia municipale, implicita nei princìpi giacobini di uguaglianza e di libertà, solo verbalmente affermati dai conquistatori francesi.
VINCENZO G. PACIFICI
CONSIGLIO REGIONALE DELL'EMILIA-ROMAGNA, // Gran Circolo Costituzionale e il Genio Democratico (Bologna 1797-1798), a cura di UMBERTO MARCELLI, voi. I, tomi I, Il e III; Bologna, Analisi, 1986, in 8, pp. 1275. S.p.
Questa pubblicazione, promossa dal Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna, sotto l'alto patronato dei Presidenti delle Repubbliche italiana e francese, è del massimo interesse,