Rassegna storica del Risorgimento
MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
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Libri e periodici
anno vengono organizzate dal Comitato stesso sotto la guida del suo presidente, Giovanni Netto. Questo quarto volume, anch'esso, come i precedenti, in edizione fotostatica, è piuttosto nutrito e merita una segnalazione non frettolosa. Sono sedici testi, di varia lunghezza e importanza, alcuni dei quali degni di attenzione.
Agostino Contò (pp. 11-39) ci fornisce utili notizie sull'attività dei cultori di dialettologia trevigiana che, se non sfociò nella compilazione di un grande vocabolario, fu tuttavia feconda di contributi particolari, preziosi soprattutto per l'illustrazione e la conservatone dei termini riguardanti i mestieri, l'agricoltura, gli animali e le piante.
Sulla base di cronache e diari manoscritti locali Gabriele Farronato ricostruisce (PP- 41-61) le vicende di Asolo e dintorni durante le campagne del Bonaparte in Italia. Ad Angelo Passolunghi dobbiamo invece (pp. 63-73) alcuni dati riguardanti la soppressione di conventi nella zona della sinistra Piave nei quinquennio 1806-1810. Di argomento affine il testo di Cristina Vodaric (pp. 247-255) che, oltre a trattare della soppressione dei conventi, si sofferma sulla distruzione di beni e sull'utilizzazione di edifici religiosi per scopi civili e militari nello stesso periodo.
Sull'importanza del seminario di Ceneda come fucina di un clero sensibilmente orientato in senso patriottico sì intrattiene a lungo (pp. 75-117) Vincenzo Ruzza, che accanto ai nomi di Francesco Dall'Ongaro e Jacopo Bernardi elenca una lunga serie di laici e di sacerdoti che, educati in quell'istituto, furono presenti nei momenti caldi del '48 e degli anni seguenti sino al '66. Fra i religiosi non mancarono anche fermenti antitemporalisti.
Al coneglianese innocente Pittoni, patriota ed esule, fondatore della Società di mutuo soccorso della sua città, dedica alcune note Guido Sinopoli (pp. 133-155). Da esse apprendiamo che il Pittoni guidava un gruppo cospirativo, che favoriva l'espatrio dei disertori veneti dell'esercito austriaco, e contribuì inoltre all'organizzazione dei moti del Friuli nel '64. Di don Giuseppe Gobbato, un sacerdote trevigiano che si distinse come letterato e come patriota nella prima metà deil'800, trattano brevemente Giuliano Simionato e Pietro Polon (pp. 119-132). Antonio Chiades dedica poche pagine (157-165) ad un predicatore della seconda metà del '700, il francescano Piermaria da Pederobba, detto il Pietrarossa, che fu apprezzato oratore e tenne sermoni nelle corti di Torino, Parma, Firenze e Napoli, nonché nella Milano teresiana. Le sue prediche erano improntate alla difesa dell'assolutismo in politica e alla condanna delle novità della cultura illuminista.
Sull'amicizia fra Michele Colombo e Lorenzo Da Ponte, amicizia nata nel seminario di Ceneda e mantenutasi nel tempo sino al periodo americano del Da Ponte, ci fornisce interessanti e umanissimi particolari Gino Buttazzi (pp. 167-178.. Del fenomeno migratorio manifestatosi nel paese veneto di Caerano San Marco ci parla Lucio Bonora (pp. 233-246), mettendo in evidenza il fatto che tale fenomeno si verificò a partire dal 1880 ed ebbe come zona di sbocco, nella gran maggioranza dei casi, il Brasile.
Maurizio Lucheschi tratta delle vicende della propria familia che, stabilitasi a Serra-valle sin dal '600, divenne, per censo e per importanza politica, una delle più influenti della zona, segnalandosi alla fine del '700 durante il periodo democratico e nel '48 (pp. 217-232).
Bruno De Dona rievoca la figura del cadorino Giampietro Talamini, fondatore del Gazzettino di Venezia (pp. 267-274), mentre Giovanni Netto ricostruisce i movimenti e le azioni belliche dei Cacciatori del Site e del corpo di Italia libera nei fatti d'arme del Cavallino e di Mestre dell'ottobre del 1848 (pp. 275-295). 11 saggio del Netto è accompagnato da interessanti documenti piemontesi riguardanti l'annessione delle province venete al Regno di Sardegna.
Completano il volume t seguenti articoli: Edoardo Giani, Gli alpini dalla fondazione al 1915: riferimenti veneti (pp. 179-203); Antonio Perissinotto, Ricordi di scuola di un ex profugo (pp. 205-215); Giorgio Garatti, Attività sportiva a Treviso nell'Ottocento (pp. 257-266). Certo gli argomenti trattati sono spesso strettamente locali e talvolta non si sollevano dal livello puramente illustrativo od evocativo. Tuttavia non mancano in alcuni testi le notizie utili o i particolari inediti che difficilmente potrebbero essere reperiti altrove,
GIOVANNI PILLININI