Rassegna storica del Risorgimento
DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
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1988
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277
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// sistema carcerario nel Ducato di Parma
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addetti sono ben quattro: il problema della salute nelle carceri appare evidentemente di grande importanza per l'amministrazione in epoca napoleonica. Gli addetti alle prigioni sono gli stessi: per il bagno, i cui corniti sono scesi a 5, sono poste a disposizione 60 guardie. A Piacenza esiste una Casa di arresto e di reclusione di S. Sepolcro; a Borgo S. Donnino il Deposito di Mendicità amplia l'organico impiegati, che passano da 5 a 9.5
L'anno 1814, con i mutamenti politici che si verificano con la caduta di Napoleone, è di grande importanza anche per quanto riguarda il nuovo assetto del sistema carcerario. C'è subito da sottolineare che nella fase di transizione che precede la venuta di Maria Luigia non si verificano cambiamenti importanti negli uomini e negli ordinamenti. Viene invece subito affrontato il problema della sovrapopolazione degli istituti di pena, troppo frazionati ed affollati da un gran numero di detenuti originari di dipartimenti diversi. Al 1 gennaio 1814 su 590 ospiti della Casa Centrale di Diten-zione 110 appartengono al Dipartimento Appennini, 227 a quello di Genova e 209 a quello del Taro. Sino al 1 aprile le cifre, che registrano un certo calo di presenze, non subiscono oscillazioni importanti. Poi, con il mutamento di regime, i detenuti estranei al Ducato vengono in gran parte allontanati; molti vengono graziati: a fine anno soltanto 260 reclusi rimarranno in questo carcere.6)
Le statistiche relative al 1814 sono precise e dettagliate, ed offrono un quadro sufficientemente indicativo della situazione, almeno per la Casa Centrale.
Mistrali nel suo progetto di nuovo ordinamento del Ducato, in cui affronta in particolare i problemi finanziari, suggerisce di unificare il bagno e la Casa di Ditenzione, e di accollare ai comuni le spese delle prigioni; anche per i forzati del bagno i comuni dovrebbero integrare quel di più di spesa che supera il guadagno ottenuto con il lavoro dei condannati.7) L'unificazione del sistema carcerario avverrà nel 1815.
Come si è detto, momento chiave del ridimensionamento numerico della Casa è il periodo 1 aprile-30 giugno 1814: le presenze scendono da 541 a 229. 71 appartenenti al Dipartimento Appennini, 103 provenienti da quello di Genova, 86 di quello del Taro figurano in uscita. Complessivamente la diminuzione, di 337 unità, è data da 230 posti in libertà (ben 178 graziati), 16 morti, 77 estratti (trasferiti), 14 fuggiti. Le tabelle statistiche documentano con esattezza, le varie classi di detenuti (criminale, correzionale, alta polizia, provvisori) distinti in uomini e donne; i diversi casi di uscita (termine di
5) Almanacco del Dipartimento del Taro per l'anno 1811, Parma, 1811, p. 100.
Archivio di Stato di Parma [A.S.P.], Governo Provvisorio e Reggenza. Interno. Pacco 7, inserto 23. Movimento generale che ha avuto luogo nella Casa Centrale durante l'esercizio 1814.
7) MARCELLA PINCHERLE, Tra Vienna e Parma: l'inìzio del Ducato di Maria Luigia, in Aurea Parma, LXIV, fase. Ili, 1980, pp. 10-11. Ringrazio la collega Pincherle per aver messo a mia disposizione le fotocopie della corrispondenza tra Magawly e l'imperatore d'Austria del novembre 1814. (Gli originali si trovano presso l'Archivio di Stato di Vienna). Dalla documentazione risulta l'invio del regolamento carcerario, che tuttavia attualmente non si trova nel fondo viennese.