Rassegna storica del Risorgimento
DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
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1988
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Il sistema carcerario nel Ducato di Parma
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zione dei medicinali occorrenti a tutte le prigioni di questa città . Il Quaderno dei Patti prescrive, tra l'altro, che debba essere operato un ribasso del 50 rispetto alla cifra stabilita óàH'arreté del prefetto Nardon del 14 novembre 1807: il che significa che a metà prezzo il farmacista deve fornire materiale di qualità buona al servizio sanitario del carcere. O la cifra di appalto era troppo alta in passato, o la fornitura sarà inevitabilmente di peggiore qualità. Per qualche tempo, è vero, il numero dei detenuti è minore: ma assommando quello dei forzati c'è un ritorno al totale di circa 600 unità.
L'aggiudicatario, lo speziale Luigi Mazza che ottiene la fornitura proponendo un ribasso del 51 e mezzo per cento rispetto al 51 dell'antagonista, è matricolato nell'arte farmaceutica ; è obbligato a stabilire nel locale deirinfermeria di S. Elisabetta il materiale farmaceutico necessario.
Nel corso dell'anno i rapporti del Direttore della Casa Centrale Rem-ling che viene mantenuto in carica dal Governo Provvisorio sono illuminanti su di una situazione molto delicata. Sebbene il bagno abbia per tutto il 1814 un'amministrazione separata (con un proprio direttore, Didier), i detenuti superano il 22 marzo i 600. Le note trattano di forniture di materiale dd prima necessità (legno, vino, aceto) e del vestiario, che non sempre consente i cambi prescritti dalle norme in vigore. Spettano infatti due camicie per ciascun recluso e devono durare tre anni, ma in magazzino si notano vuoti ed m sufficienze. Con il calo graduale del numero dei detenuti la situazione sembra migliore: le tabelle statistiche al 1 aprile indicano, per gli uomini, 444 abiti di lana indossati e 24 in magazzino; 440 pantaloni di lana ai reclusi e 20 in magazzino; 463 abiti di tela; 495 pantaloni di tela, 471 camicie indossate e 461 a deposito; 1.095 paia complessivi di mezze calze (471 624); 744 berrette (465 279), 343 paia di scarpe tutte su detenuti (nulla a magazzino).
Analoghe statistiche vengono inoltrate per il vestiario delle donne, per le quali, oltre che giubbetti, sottane, camicie e calze sono a disposizione anche cuffie da notte e fazzoletti da collo.10'
Il vitto suscita le lamentele non soltanto di coloro che ne fruiscono per sopravvivere, ma anche di Remling che il 26 marzo invia un drammatico appello ai componenti il Governo Provvisorio: Da due giorni il pane è orribile; egli manca del peso sino da 5 a 6 once, ed è sì malcotto nell'interno che si formerebbe ad impastare . Il direttore aggiunge che oltre a questo i carcerati non hanno che 5 once di minestra per giorno; teme sollevazioni per il malcontento. Non possono assolutamente vivere se sopra 27 once
10) Documenti relativi all'appalto del servizio farmaceutico in A.S.P., Gov. Provv. e Reggenza, cart. 2, ins. 7. Alla stessa collocazione le tabelle statistiche relative al vestiario nell'ottobre-novembre 1814. Per i dati sulle giacenze del magazzino vestiario relativi al 1* aprile, ivi, Carte Magawly, cart. 2, ins. 6,
Al 1 novembre 1814 il numero dei detenuti è sceso sensibilmente: gli abiti di lana sono complessivamente 421 (236 indossati e 185 a deposito); le camicie 618 (197 e 421); ben 1.015 sono le paia di mezze calze (solo 209 utilizzate); 533 le berrette (192341); 308 le paia di scarpe (255 indossate e 63 a deposito).
Per le donne sono in dotazione giubbetti e sottane (di lana o di tela, a seconda della stagione), camicie, calze, cuffie, fazzoletti da collo, scarpe. Anche nel reparto femminile tra aprile e novembre diminuisce il vestiario a disposizione, dal momento che le recluse calano da una punta massima di circa 80 ad una trentina.