Rassegna storica del Risorgimento

DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
anno <1988>   pagina <280>
immagine non disponibile

280
Bianca Montale
di pane che dovrebbero ricevere non se ne dà loro che 20 o 22 ed anche di pessima qualità .
Nel 1814 la prigione di Piacenza ha una popolazione di poco inferiore almeno se si considerano gli ultimi mesi dell'anno a quella della Casa Centrale di Parma: situazione eccezionale che cambierà radicalmente in breve tempo. Le carceri parmigiane infatti avranno tra il 1816 e il 1859 una popolazione complessiva da cinque a nove volte superiore a quella delle carceri piacentine.
In quest'ultime nel novembre 1814 la situazione, secondo una denuncia dell'Ispettore e dei medici al podestà Foresti, è drammatica. I detenuti sono ben 195; troppi, per la capienza dei locali. Occorrono riparazioni alle strutture e trasferimenti degli arrestati per misure di polizia per evitare il sovraffollamento. È necessario si provvedano i detenuti di vestiti, di scarpe, pagliarizzi e coperte affine di prevenire ogni morbo contaggioso (sic) ; bisogna ridurre le presenze per evitare epidemie ed infezioni e per poter aver sito di separare i rognosi dagli altri . Il podestà a sua volta chiede umanità e di sollevare tanti infelici che per mancanza dell'occorrente sono costretto di veder continuamente languire.11)
Situazione, quindi, dà generale disagio, con tentativi di fuga singoli e collettivi: il 2 febbraio 1814 la Guardia Urbana sventa un tentativo di evasione di molti individui (e nella circostanza due sono i morti tra i reclusi). Migliore fortuna hanno il 16 marzo successivo tre ospiti della Casa Centrale evasi dall'infermeria, previa rottura del muro che a mattina mette alla strada e scalamento con un pezzo di corda .K)
Il primo regolamento della Casa di Parma porta la data del 4 novem­bre 1814, ed è irreperibile. La lacuna è ovviamente assai grave: è tuttavia possibile ricostruire in qualche modo, in base ad indicazioni e tabelle successive, e attraverso le norme che regolano le prigioni austriache di Mantova e più quelle che reggono il Deposito Mendicanti, considerato come una particolare prigione, un quadro attendibile della situazione. I dati rac­colti riguardano però il 1816; ed è a partire da questo anno che è possibile un discorso più documentato e fondato.
Nel corso del 1815, con runificazione in un'unica struttura di bagno forzati e Casa Centrale i reclusi aumentano sono attorno a 600 a fine anno, e questo fa pensare ad un forte incremento di reati e condanne e la situazione si fa più grave soprattutto per quanto riguarda il personale, scarso e molto spesso incapace ed inaffidabile. Ciò avviene a vari livelli. Pietro Poi, già direttore dell'ergastolo, è condannato nel marzo ad un anno di carcere per aver comprato oggetti dai prigionieri e per aver ricevuto da loro denaro, manifestando famigliarità con persone triste. Tra il luglio 1814 e il luglio 1815 organici e retribuzione del personale, soprattutto di quello subalterno, oscillano notevolmente. Prima dell'unificazione dei vari servizi ci sono custodi e guardiani all'infermeria, alla Casa di arresto, alla
M> Il rapporto di Rcmling in A.S.P., Gov. Provv. e Reggenza, Carte Magawly, e art. 2, ins. 5. Per il rapporto Foresti, ivi, Direzione di Polizia Generale, cart. 11, Prigioni.
H) Sui vari tentativi di fuga A.S.P., Gov. Provv, e Regg., Interno, cart. 2, ins. 23 e Carte Magawly, cart. 2, ins. 5.