Rassegna storica del Risorgimento

DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
anno <1988>   pagina <281>
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Il sistema carcerario nel Ducato di Parma
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Casa di giustizia; stipendi e salari oscillano tra gli 800 franchi annui dell'ispet­tore economico, del medico e del chirurgo ordinari, i 780 del confessore, i 600 del dispensiere e i 360 di alcuni guardie ed infermieri. 13> Un anno più tardi si nota un aumento nelle paghe dei custodi (800 e 600 franchi), mentre i secondini rimangono alla retribuzione precedente. Questo crea problemi di sopravvivenza al personale che finanziariamente sta peggio, che è poco qualificato e talora corruttibile.
Remling il 18 luglio 1815 denuncia l'affliggente situazione nella quale si trova la Casa Centrale relativamente alla cattiva composizione del perso­nale risguardante il basso servigio; invia elenchi di coloro che sono in servizio e segnala gli incapaci che vanno sostituiti con elementi di maggior fiducia da lui proposti. Tra le persone da licenziare sono indicati il primo custode, 6 secondini, 2 corniti, 6 addetti alle cucine (un sorvegliante, due porta minestre, una donna di cucina, il facchino alla dispensa, il ripezzatore di biancheria).14)
Nel corso dell'anno siamo ancora in una fase di transizione e provvi­sorietà: emergono disfunzioni, irregolarità, fatti gravi: ad ottobre il forzato Domenico Antonioni viene ferito mortalmente in carcere.
Il direttore Remling a novembre assicura, in un lungo rapporto, di aver preso drastici provvedimenti per ristabilire l'ordine e la subordinazione tra i condannati ai ferri, che avrebbero prodotto l'effetto migliore. Ma denuncia una situazione gravissima e propone provvedimenti indispensabili per tutelare quiete e sicurezza ed impedire tentativi di fuga. Innanzi tutto gli impiegati della Casa Centrale devono essere esattamente e regolarmente pagati alla fine di ogni mese, perché scrive noi restiamo indietro delle paghe sin d'agosto . Si chiede qual fedeltà di servizio si debba sperare da sfortunati la di cui maggior parte dei subalterni carichi di famiglia non hanno che un franco al giorno senza risorse né crediti. I dieci carcerieri accordati alla Casa Centrale quando il numero dei detenuti era minore devono essere aumentati proporzionalmente alla quantità dei rinchiusi che ascendono a più di 600 e aumentano ogni giorno. Il servizio penoso d'inverno di giorno e notte che una simile moltitudine di detenuti richiede non può essere assolto da un così piccolo numero di carcerieri. Di costoro, uno è dislocato a sorvegliare l'infermeria; uno ai magazzini dove svolge vari servizi; un terzo destinato ai laboratori va nel paese a cercar lavoro e a consegnarlo quand'è finito. Due sono costantemente distaccati per le prigioni d'arresto e alla Piazza: solo cinque restano effettivamente a dispo­sizione per la sorveglianza. Due inoltre sono quasi costantemente ammalati a motivo del servizio arduo che si fa ; per cui di fatto ne rimangono tre soli. Non sono ovviamente sufficienti, specie per la notte, durante la quale ci sono sino a quattro visite di controllo.
13) A.S.P., Oov. Provv. e Reggenza, Carte Magawly, cart. 2, ins. 7. Rapporto in data 13 luglio 1814 di Francesco Riga, ispettore economico. Stato nominativo degli impiegati addetti alle prigioni civili e infermeria centrate di S. Elisabetta. L'organico è composto da 20 persone.
14) AJP., Gov. Provv, e Regg., Interno, cart. 7, ins. 23. Stato degli impiegati del basso servigio che oltrepassano il numero necessario e che per la loro condotta e immoralità e incapacità possono compromettere la sicurezza della Casa Centrale,