Rassegna storica del Risorgimento

DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
anno <1988>   pagina <283>
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Il sistema carcerario nel Ducato di Parma
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un vero pretesto. Invoca un termine al disordine che mette a rischio la vita de* poveri carcerati.15) Situazione non certo unica nelle carceri minori, che continuerà non di rado a ripresentarsi anche negli anni successivi, allorquando le spese delle carceri saranno trasferite alla Presidenza Finanze.
Per il 1816 anno in cui la direzione della Casa Centrale passerà da Remling a Ferdinando Dupré i dati sono più frammentari. Diversi rap­porti sono tuttavia indicativi di una situazione sempre, nell'insieme, precaria e delicata. Tentativi di fuga riusciti o impediti attuati con seghe, corde, pol­vere d'archibugio indicano la persistente disattenzione del personale. La popo­lazione carceraria complessiva tende ad aumentare. I forzati sono in questo periodo in gran parte impiegati alla costruzione del ponte sul Taro.
Nel marzo Rossi, il comandante dei Dragoni, inoltra un rapporto sulle condizioni di alcune prigioni minori. A Guastalla sono poste nella casa del Comune; sono composte da 5 sale buone, sicure e sane, ma da imbiancare. A Colorno più che un carcere c'è una sala di Polizia nella casa del Comune, con un addetto; anch'essa è buona, sicura e sana. A Borgo S. Donnino 8 locali sono adibiti a carcere nei locali del Comune; sono restaurati da poco. A S. Secondo la prigione è di 4 stanze, due nella Rocca e due nei locali del Comune: le seconde sono buone, le prime piccole, impraticabili per l'oscurità. A Langhirano i vani sono 3, uno dei quali malsano. A Busseto 5, 4 dei quali sufficientemente sani. Le prigioni di Borgotaro sono sane d'estate; occorrono riparazioni varie al tavolato e alle finestre; devono essere imbiancate; necessitano coperte e pagliericci. I locali sono tre, con necessità di lavori al tetto; è necessario concedere il dovuto ai detenuti (probabilmente allude al vitto); c'è possibilità di fuga.
Tre sono le stanze riservate a carceri a Castel S. Giovanni: il custode è persona non affidabile, e sembra aver sottratto somme e valori.
La prigione di Bettola è inservibile; occorrono spese per 156.20 franchi nelle tre stanze del Comune.
Sei sono i locali a Fiorenzuola, nei pressi della porta per Piacenza, riparati recentemente; manca la prigione ammalati. A Castell'Arquato tare stanze sono nella Rocca, tre esteriormente (non del tutto sicure): abbiso­gnano di pagliericci, coperte, manette, lucchetti.
A Cortemaggiore non esistono prigioni. 16>
Le carceri minori sono comunque fatta eccezione per Piacenza, piuttosto case di custodia: ospitano inquisiti che processati, in caso di condanna che superi la durata di un mese di reclusione vengono trasferiti di regola a Parma.
Il Regolamento intorno alla Polizia Amministrativa del 14 agosto 1815 n. 80 pone (art. 23) il controllo delle prigioni tra le incombenze della Polizia. Il 30 giugno 1817 la Casa Centrale di Ditenzione è elencata tra le attribu­zioni della Presidenza dell'Interno. Successivamente 30 aprile 1821 si precisa che la polizia della Casa e la custodia dei carcerati competono alla
13) A.S.P., Gov. Provv. e Regg., Direzione di Polizia Generale, cart. 1, Prigioni. Remling al Direttore di Polizia, 16 aprile 1815, rapp. 2928; Silva al Direttore di Polizia, 12 dicembre 1815, rapp. 195.
ls> A.S.P., Gov. Provv. e Regg., Direzione di Polizia Generale, cari. 11, ins. Prigioni.