Rassegna storica del Risorgimento

DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
anno <1988>   pagina <286>
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Bianca Montale
ressante la conoscenza del sistema carcerario della Lombardia austriaca, in particolare quello di Mantova, di cui ha scritto Marzio Romani.20* A Man­tova si passa dal concetto dell'utilizzazione dei detenuti per lavori esterni in opere pubbliche all'idea di impiegare la forza lavoro all'interno del carcere in laboratori in cui si filano i tessuti, si tessono e si confezionano coperte e capi di vestiario, si lavora il cuoio e se ne ricavano scarpe ed altri prodotti utilizzati per soddisfare ai bisogni dei detenuti, ceduti all'eser­cito o immessi sul mercato. A Parma la situazione appare, dagli scarsi dati raccolti, in gran parte analoga. La maggior parte dei reclusi lavora nelle manifatture poste all'interno della casa di pena; altri, specie i forzati, sono scortati altrove per essere impegnati nella costruzione di ponti, strade, argini. Sono sorvegliati in un primo tempo, nelle loro uscite , dai Dragoni e molto più tardi, dal 1852, da uno speciale corpo di Guardacìurma. Sui laboratori della Casa le informazioni sono poche e generiche: si parla di oggetti artigianali di poco valore e di facile manifattura. Ai soli condannati alla reclusione e alla prigionia correzionale è concessa la metà del guadagno ricavato dalle fatture: un quarto a misura del bisogno, un quarto all'uscita dal carcere. Nulla spetta ai condannati a vita: i forzati a tempo avranno un quarto a titolo caritatevole alla loro uscita. 21>
All'entrata nella casa di pena, che avviene per preciso ordine scritto dell'autorità competente, i detenuti vedono scritto il loro nome sul registro d'ingresso; sono visitati dal medico, rasati, lavati, rivestiti con i panni del deposito (abiti, camicie, calze e scarpe; i loro abiti se non laceri vengono conservati) e viene loro affidato un giaciglio.
Il regolamento del Deposito Mendicanti di Borgo S. Donnino, conside­rato reclusorio e come le prigioni sotto la tutela della Direzione Generale di Polizia, può offrire un modello indicativo della giornata dei carcerati, anche se vi possono essere alcune differenze e il trattamento può forse risultare migliore; le tabelle del vitto, però, sono quasi del tutto simili. A Borgo S. Donnino i detenuti validi sono separati dagli invalidi e dai vecchi; i minori di 16 anni sono sistemati a parte. In inverno ci si alza tra le 6 e le 7, e ci si corica 12 ore dopo; in estate la levata è tra le 4 e le 5 e si va a dormire tra le 8 e le 9. I reclusi devono curare il letto e la pulizia; devono elevare collettivamente una breve e divota orazione (anche prima di coricarsi) e sono poi avviati al lavoro. Non c'è notizia degli orari della somministrazione del vitto.
Il lavoro deve variare a seconda del sesso, dell'età e della forza di
2) MARZIO ROMANI, Alle origini del sistema carcerario nella Lombardia austriaca: l'Imperiai Regia Casa di Pena di Mantova (XVIU-XIX secolo), in Museo del Risorgimento di Mantova, Atti, e Memorie, XVIII, 1982-83, pp. 85-103. Sulle prigioni in genere vedi, tra gli altri, MICHEL FOUCAULT, Surveiller et punir, naissance de la prison, Paris, 1975. Non ho potuto vedere prima della stesura di questo articolo il lavoro di Anna Capelli sulle carceri.
21) Risoluzione sovrana n. 58, 28 aprile 1820. La somma accordata come sopra servirà ad indennizzare l'amministrazione della Casa od i particolari dei danni o delle truffe commesse a bella posta dal ditenuti . L'amministrazione del carcere trattiene la quota parte spettante ai reclusi e versa settimanalmente il rimanente al Tesoro. Coloro che desiderano cibi migliori potranno ottenerli a pagamento dai somministratori della Casa. Il 16 settembre 1834 verrà stabilito che se un condannato venisse a morire mentre sta scontando la pena e gli fosse dovuta qualche somma, questa spetterebbe agli eredi.