Rassegna storica del Risorgimento

DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
anno <1988>   pagina <288>
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Bianca Montale
nel cortile, si prega, viene distribuito il vitto ed è concessa un'ora dana. Il lavoro quindi riprende e termina un'ora prima di sera. La domenica il tempo è trascorso tra cortile e Chiesa, con facoltà ai reclusi di spazi per forme di istruzione o di mutuo insegnamento. Poiché rirreperibile regola­mento parmense è stato ispirato da quello austriaco ed approvato a Vienna è ipotizzabile che non esistano differenze troppo rilevanti.
A Parma in ogni caso il regolamento a quanto risulta dai moduli del Consiglio di Vigilanza prevede ispezioni (quotidiane da parte del­l'Ispettore per il vitto e per i lumi, periodiche ad opera dei membri dei Consigli) sulla pulizia, l'illuminazione, il vitto, gli atti di religione, la disci­plina, il comportamento del personale, la salubrità delle prigioni e la loro sicurezza.
Le tariffe del vitto, tanto pei sani che pei malati, e delle legna e dei lumi pei diversi quartieri e per gli ospedali sono fissate il 26 ottobre 1816 dal direttore Ferdinando Dupré ed approvate e pubblicate in foglio a stampa il 12 ottobre 1818. Il decreto prevede innanzi tutto per ogni giorno legna alla cucina, in diversa quantità a seconda della stagione: per ogni giorno chili 98,4 dall'll marzo al 15 novembre (pesi 12) e chili 123 dal 16 novembre al 10 marzo (pesi 15). Sei sono le fascine concesse al giorno, 3 i mazzi di zolfanelli.
Il vitto fissato per i reclusi prevede dosi quasi identiche a quelle sta­bilite per l'ospizio dei Mendicanti. Ogni detenuto, sia sano sia malato, ha diritto giornalmente ad una porzione di sale di 1.139 centigrammi (den. 10). I detenuti sani ricevono quotidianamente 650 grammi di pane di frumento (libbre 2); 13.667 centigrammi di pasta o riso (once 5); 1.139 centigrammi di lardo (cui si potrà supplire con testa o piede di bue, quando questo convenga per il minor prezzo); 911 centigrammi di olio (den. 8). Dalla dieta ufficiale per i sani mancano completamente verdure, frutta o vino o altri alimenti per una nutrizione variata: per cui i casi di scorbuto, diarree e altre malattie derivanti dall'alimentazione sono frequenti e talora mortali. Per i malati, il trattamento prescritto è analogo a quello dei Mendicanti non sani: pane grammi 410, pasta o riso 13.667 centigrammi, carne cruda 19.133 centigrammi (once 7); vino schietto boc. 1.004.576 milionesimi (un litro). I detenuti sotto i sei anni e quelli tra i sei e i dodici avranno meno minestra e meno pane. Evidentemente anche i bambini risultano presenti nel carcere. C'è poi una casistica dettagliata per le diete dei malati: Alla dieta ordinaria si daranno quattro brodi; entro a ciascuno un'oncia di pane grattato. Il vino come per la dieta rigorosa. Tutti gli altri gradi di dietetica avranno ogni giorno 4, 3 o 2 volte una porzione intera di minestra; il 4 non avrà carne . Nelle diete la carne potrà essere sostituita da due uova. I medici potranno prescrivere di meno, ma non di più di quanto è stabilito.24)
2*) Tariffe del vitto, tanto pei sani che pei maiali, e delia legna e dei lumi pei diversi quartieri e per gli ospedali. Tabella allegata al Riordinamento del 12 ottobre 1818 cit. Per il confronto tra le misure del Ducato e quelle decimali vedi GIUSEPPE VENEZIANI, Tavole di confronto delle misure piacentine colle misure del nuovo sistema metrico, Piacenza, 1826. Una libbra corrisponde a kg. 0,317517; un'oncia a kg. 0,026460; un denaro a kg. 0,001102; un boccale a litri 0,7893. Una nota del 7 gennaio 1833 (A.S.P., Presidenza Interno, cart. 866) segnalerà ripetute lagnanze dei detenuti per il vitto.