Rassegna storica del Risorgimento
DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
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Bianca Montate
robiere, il dispensiere, il medico, il cerusico, il eappellano e il capo infermiere; un segretario, un portiere, un inserviente; tre custodi, 12 carcerieri e 7 corniti per la custodia e per la guardia de' ditenuti .
Ogni settimana un membro del Consiglio di vigilanza è deputato a far visita alle carceri e a stendere relazione in un libro a ciò destinato.25* Quello dei Consigli è un problema ricorrente e insoluto nel corso degli anni: funzionano poco e male perché gratuiti e minati da assenteismo. L'organismo di controllo sulle carceri risale a leggi emanate alla fine del 700 e riprese daW'arreté del 21 ottobre 1810, che ha stabilito un'ispezione giornaliera di un Conseil gratuit et charitable composto dal Maire, dal procuratore e da cinque membri. Con la Restaurazione viene mantenuto di fatto questo organismo. L'art. 5 del regolamento del 1814 parla della sorveglianza del Consiglio gratuito e caritatevole, detto delle prigioni, che già esiste .
Il Consiglio di Vigilanza che esiste anche nelle prigioni minori, con ridotto numero di membri è composto in via definitiva dal Podestà, che presiede, dal procuratore ducale, da tre membri (che diverranno poi cinque) e da un segretario (retribuito). Deve controllare il numero e le condizioni dei locali, i registri, la legalità di detenzioni e scarcerazioni, il numero dei reclusi, il vitto, l'alloggio, la disciplina, il comportamento del personale, la sicurezza delle carceri, i reclami dei prigionieri. Può fare rilievi e annotazioni in proposito. Si riunisce per stabilire le pene da comniinarsi ai reclusi colpevoli di tentativi di fuga, violenze od altri reati e delibera a maggioranza su richiesta del Direttore della Casa sulle punizioni. I membri del Consiglio sono nominati con decreti ducali e scelti tra terne proposte dalla Segreteria competente. Sono esaminate con attenzione le qualità dei singoli candidati: reputazione di moralità, estrazione sociale, stato di famiglia, età e soprattutto reddito personale. È necessario infatti che chi è chiamato al compito non abbia problemi finanziari. Ho esaminato alcuni curricula: i redditi variano tra le 5.000 e le 25.000 lire annue.
I prescelti sono di solito nobili, professionisti o religiosi che dimostrano troppo spesso scarsa disponibilità, poca frequenza ed assiduità: sovente manca il numero legale. Più tardi, all'inizio del regno di Carlo III, verrà studiato un riordinamento dell'istituzione.
Nei controlli alle carceri minori il Podestà compila un dettagliato questionario sulle presenze, sul vitto, sull'igiene, sulla salubrità: i rilievi più frequenti sono quelli sull'inadeguatezza dei locali.
Sino al 1820 non emergono nuovi elementi di rilievo sul funzionamento delle prigioni di Parma. Ma una risoluzione sovrana del 28 aprile di quel-
25) Sulle manifatture non ho rinvenuto notizie particolareggiate. È certo che hanno importanza prevalente i lavori dì sartoria e calzoleria, tessitura, artigianato in ferro. In epoca napoleonica i prodotti del lavoro dei carcerati erano venduti ad 1/5 in meno del prezzo corrente. Giornale del Taro n. 72, 9 dicembre 1812. Le tariffe emanate il 5 marzo 1828 per le manifatture non sono state pubblicate. 11 Decreto Sovrano n. 56 del 2 marzo 1837 affida la Cassa delle manifatture all'esattore del Comune di Parma, per la parte che risulta di competenza del Tesoro; il direttore della Casa di Forza dispone invece delle quote dovute ai detenuti. Il controllo da parte del Consiglio di Vigilanza sovente non è regolare o viene addirittura omesso.