Rassegna storica del Risorgimento

DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
anno <1988>   pagina <292>
immagine non disponibile

292
Bianca Montale
governo misto (detenuti per coadiuvare alle perquisizioni di buongoverno); sospetti in genere.28)
Coloro che si trovano rinchiusi nella Casa Centrale sono suddivisi in cinque categorie: la classe incolpati e sotto processo; 2a classe condannati alia catena (forzati); 3a classe la più numerosa ditenuti e rinchiusi; 4 classe ditenuti per misure di buongoverno; 5a classe ditenuti diversi. Gli uomini costituiscono oltre il 90 del totale degli ospiti delle carceri. Le presenze delle donne oscillano tra il 5 e l'8.
Statistiche precise sull'affollamento delle carceri del Ducato si hanno per il primo quadrimestre del 1821. La Casa Centrale che muterà pochi mesi dopo il nome in Casa di Forza e di Correzione ospita 726 reclusi a fine dicembre; 739 a fine gennaio, 735 a fine febbraio, 720 al 31 marzo, 727 un mese dopo. La Casa di arresto di Piacenza, che aveva nel 1815-1816 raggiunto le 200 presenze, trasferiti coloro che debbono scontare pene di lunga durata, scende tra le 100 e le 120 (99 a fine dicembre 1820 e nei mesi successivi 110, 120, 139; 121 a fine aprile). I morti in carcere, a Parma, risultano 63 in cinque mesi.29)
Le prigioni minori sono spesso semplici case di custodia, che sono sede di arresto provvisorio e di transito: vi soggiornano di regola per brevi periodi arrestati in attesa di interrogatorio, fermati, inquisiti poi trasferiti altrove. Sono, nel parmense e guastallese, Borgo San Donnino (una diecina o meno di presenze, ma parecchi entrati ed usciti), Colorno, Busseto, Guastalla, Langhirano, San Secondo (prigioni delle preture di prima classe); nel piacentino Bettola, CastelTArquato, Castel San Giovanni, Corte-maggiore e Fiorenzuola. Nel Valtarese ci sono prigioni a Borgotaro; a Bardi e Compiano due camere di deposito ; una terza esiste a Berceto. Dopo il 1847 con i mutamenti territoriali avvenuti ci saranno prigioni a Pontremoli e a Villafranca.
Le statistiche periodiche mostrano come i detenuti dei centri minori ammontino a poche unità, anche se talora è rilevante il transito di piccoli gruppi.M)
Occorre ricordare che esistono a Parma le carceri militari della Citta­della, in cui vengono in qualche caso rinchiusi i politici arrestati; ha un organico di guardie distinto da quello delle case di detenzione normali.
Se attraverso i decreti pubblicati è possibile ricostruire gli organici del personale impiegatizio delle carceri, meno preciso è il quadro delle categorie subalterne, sulle quali i dati sono piuttosto frammentari. Le tabelle
28) Codice di Processura Criminale per gli Stati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, 1820, pp. 570-582. I registri di Buongoverno 'relativi al 1847 che attestano una situazione assai mutevole con numerose entrate ed uscite quotidiane si trovano in A.S.P., Dip. Grazia, Giustìzia e Buongoverno, cart. 239 (gennaio) e 240 (luglio-settembre).
29) A.S.P., Segreterìa dì Stato e di Gabinetto, Direzione Generale di Polizia, cart. 314. Stato della popolazione degli Ospizi, Ospedali e Prigioni delio Stato (1821).
30) Ivi, cart. 314, 316, 317. Borgo S. Donnino e Guastalla oscillano nel 1821-1830 sino ad un massimo di 8 presenze; Busseto, S, Secondo, Bettola, Fiorenzuola registrano 1-2 presenze; Complano ne ha 3 nel 1821; solo passaggi avvengono a Berceto e a Bardi. Negli anni '50 Pontremoli conterà da 4 a 8 presenze. La Casa di arresto di Piacenza ospita 120 detenuti nel febbraio 1821, 89 a fine 1828 e 109 nell'aprile 1830.