Rassegna storica del Risorgimento
DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
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1988
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Il sistema carcerario nel Ducato di Parma
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statistiche si riferiscono solitamente al personale civile di ruolo.31) Per la sorveglianza esterna e il trasferimento per lavori al di fuori della casa di pena in un primo tempo sono impiegati i Dragoni (186 inizialmente, 219 nel 1816; sui 350 molti anni più tardi: un numero complessivo che non sempre è adeguato a mantenere l'ordine in tutto il Ducato); poi 1852 verranno istituiti i Guardaciurma. Per l'interno le classificazioni degli addetti sono diverse: custodi, guardiani, corniti (addetti ai forzati, anche con compiti di ferrare e sferrare), carcerieri. I salari sono assai bassi e coloro che aspirano a queste mansioni sono scarsamente qualificati e poco affidabili. Fanno domanda di assunzione ex militari, guardie comunali, contadini, muratori, artigiani, disoccupati e anche ex carcerati. Per una .paga che non raggiunge le 400 lire annue e che solo negli anni '50 sarà aumentata in misura peraltro insufficiente, non è certo possibile ottenere un servizio di qualità.
Tra coloro che figurano nei ruoli direttivi sono importanti per le loro mansioni i sanitari (medico, chirurgo, capo infermiere) e i cappellani. I primi sono per molti anni pagati poco (è probabile tuttavia che possano integrare esercitando la professione anche privatamente). I religiosi uno solo a Parma sino al 1852 sono proposti dall'ordine dei Cappuccini e debbono avere l'approvazione da parte del Governo. La retribuzione, inizialmente versata direttamente, verrà in un secondo tempo consegnata al padre provinciale dell'ordine: il sacerdote, insomma, non godrà del diritto alla pensione. Sembra che la cattiva prova del primo tipo di rapporto convinca Carlo III a cambiare sistema.
Sulla situazione carceraria complessiva esistono tabelle statistiche campione per il 1825-1830; il 1831-1837, e infine per il 1847. C'è da rilevare innanzi tutto che nel 1825 si nota una flessione complessiva delle presenze tra le 486 e le 526, a Parma perché il 27 aprile 1822 è stata stipulata una convenzione con il re di Sardegna; in essa si stabilisce che i condannati ai lavori forzati a tempo e a vita saranno ricevuti nei bagni marittimi di S. M. Sarda o trasportati in Sardegna per essere impiegati a' lavori forzati ne' porti o arsenali, nelle miniere, nell'asciugamento delle paludi e in altri faticosi lavori di simil natura . La convenzione è applicabile ai già sentenziati quanto ai puniti in seguito ed ha già avuto principio di esecuzione. Non risulta quanti detenuti vengano trasferiti nel regno subalpino: in ogni caso un certo numero di forzati probabilmente i condannati ad un minor numero di anni i resta nella Casa di Parma. In essa, tuttavia, il calo delle presenze, malgrado questo provvedimento, è solo temporaneo.
Nell'agosto 1825 nella Casa di Forza, su 503 presenze, 75 sono di appartenenti alla prima classe (incolpati e sotto processo); 43 di condannati alla catena (2a classe); 338 di ditenuti e rinchiusi (3a classe); 46 i ditenuti per
3 Le carceri della Cittadella avranno nel 1850 (Determinazione Sovrana n. 18 del 12 gennaio) complessivamente 20 addetti della Gendarmeria: un prevosto, un sottoprevosto, 2 caporali, 12 gendarmi, 4 arcieri (addetti alla pulizia, e a ferrare e sferrare). Nel 1845 il personale civile di ruolo addetto alle prigioni del Ducato ammonta complessivamente a 62 individui, che gravano sul bilancio per 35.000 lire. PIER LUIGI SPAGGIARI, Economia e finanza negli Stati Parmensi, Milano, 1961, p. 200, prospetto XIII. Nel 1856 verranno spese per la sola Parma 25.040 lire di stipendi, per 25 persone. Non è compreso nella statistica il personale di custodia della casa di pena e delle annesse manifatture.