Rassegna storica del Risorgimento

DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
anno <1988>   pagina <295>
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// sistema carcerario nel Ducato di Parma
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è più rilevante che nelle altre. Ci sono poi i precettati di cui una statistica del 17 novembre 1827 offre un consuntivo preciso.
A Parma, non compresa la città, sono 53; a Piacenza, sempre esclusa la città, 48; a Guastalla 90, a Bardi 36, Bettola 43, Borgo San Donnino 202, Borgotaro 58, Busseto 206, Castel S. Giovanni 65, Colorno 180, Fiorenzuola 81, Langhirano 84, Monticelli 141, Montechiarugolo 59: in totale 1.336. Nella capitale all'atto della costituzione della Direzione Generale di Polizia i pre­cettati e vegliati erano 144 e se ne sono aggiunti, sino al 1827, 208; a Piacenza erano 117, cui se ne assommano 171, In totale in tutto il Ducato i precettati risultano 1.976. Com'è noto, si tratta di mancanze minori: ubriachezza, liti familiari, vagabondaggio.35)
Negli anni che precedono il 1847 non emergono mutamenti di grande rilievo se non negli organici, gradualmente ampliati. Avvengono numerosi trasferimenti di funzionari tra le carceri, la Polizia, l'ospizio Mendicanti. Emblematica a questo proposito è la carriera di Giulio Cesare Verdelli, il quale è in un primo tempo direttore del Deposito Mendicanti; passa quindi nel 1834 alla direzione della Casa di Forza, per approdare infine, nel 1849, al vertice della Direzione Generale Ordine Pubblico (come si chia­merà, allora, la Polizia).
Nella Casa di Parma aumenterà sensibilmente, con gli anni, il numero dei forzati; resteranno nell'insieme stazionari i reclusi e prigionieri , che peraltro costituiscono sempre il gruppo più consistente degli ospiti delle carceri; un'ottantina, in media, sono i rinchiusi nella Casa di Correzione, i cui locali sono posti nell'ex convento di S. Elisabetta.36)
L'organico degli impiegati a Parma prevede nel 1836 il direttore, l'ispet­tore, l'economo, il segretario, il capo dei lavori, il guardarobiere, un chirurgo ordinario e uno aggregato, due medici e un cappellano. Nel 1847 figurano anche un vice segretario, un commesso, un dispensiere, un capo infermiere. C'è invece un solo chirurgo. Anche a Piacenza avviene qualche variazione.37)
I rapporti della Polizia cui spetta il controllo delle carceri sono in
35) A Piacenza come a Parma si ha una punta massima di affollamento nel 1847 (182 presenze a fine gennaio). A.S.P., Dip. Grazia Ciust. e Buong., cart. 239. È interessante notare l'estrazione sociale degli arrestati, quasi tutti contadini ed artigiani. Le presenze di proprietari, militari e studenti si aggirano attorno al 3. Le statìstiche sui precettati del 1827 si trovano in A.S.P., Segr. di Stato, Dir. Gen. di Polizia, cart. 316-317.
36) La Disposizione Sovrana dell'8 gennaio 1831 stabilisce di separare ospiti nella Casa dì S. Elisabetta le persone di ambo i sessi rinchiuse per istanza dei parenti o per speciali disposizioni di Polizia. I maschi devono essere separati dalle femmine, gli adulti da! fanciulli. Coloro nei quali la tenera età o il poco discernimento ebbero attenuate le colpe ovvero diano speranza di ravvedersi al più presto devono esser rinchiusi separa­tamente per evitare un contatto nocivo con delinquenti pericolosi. La Casa di Correzione ha propri funzionari e personale medico, in qualche momento sotto-utilizzato e chiamato in caso di necessità a collaborare anche presso la Casa di Forza,
37) I dati relativi agli organici del personale sono desunti dagli Almanacchi della Corte Ducale, già citati. Si nota un graduale ampliamento sino alla sistemazione definitiva del 1856. Più difficile documentare le oscillazioni nel personale di custodia, comunque in crescita. Con decreto 655 del 30 giugno 1848 il Governo Provvisorio aumenta i corniti da 7 a 12.