Rassegna storica del Risorgimento

DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
anno <1988>   pagina <296>
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Bianca Montale
genere avari di indicazioni, anche se elencano quotidianamente le presenze dei reclusi. Emergono talora severe denunce a carico di funzionari, più spesso in periferia. Gravi sconci a pregiudizio del pubblico erario sono segnalati nel luglio 1838 nella Casa di arresto di Piacenza, ove nel giro di alcuni mesi l'ispettore Domenico Carmeli posto sotto inchiesta viene sosti­tuito.38)
Nel 1842 un lungo rapporto da Guastalla denuncia il comportamento di Bassetti futuro capo dei Dragoni sotto Carlo III che con i suoi duri sistemi inquisitori provoca la morte per suicidio del detenuto Giovanni Manzini, ritenuto innocente, che si appende mediante una forte fettuccia ad un cardine della propria prigione . Dicesi da molti prosegue il rapporto che il sig. tenente Bassetti da non poco tempo usi modi inurbani e violenti con chichessia e molto più con gli inquisiti e testimoni, e colle persone che a sé chiama per cose di esclusiva spettanza della Polizia, e come talvolta si permetta di venire sino alla minaccia di percosse, esempio tristissimo a' suoi subordinati... . *>
Non sono infrequenti le fughe, più facili nelle prigioni periferiche, ma segnalate anche a Parma (nel dicembre 1832 evadono ben 7 detenuti, e i corniti sono accusati di negligenza o di connivenza). Il 16 luglio 1842 il Podestà di Borgotaro segnala la fuga dal carcere locale di cinque detenuti (un sesto si costituisce) pericolosi perché imputati per assassinio, furto qualificato, ferite, stupro. Mezzi: facilissime rotture, una corda, dieci o al più quindici minuti di tempo. Prosegue il rapporto: alla poca sicurezza delle carceri (la porta che i detenuti apersero non era certo da prigione) si aggiunge il non aspirare per gli scarsi stipendi ad essere carcerieri fuorché i più scioperati tra gli uomini, o coloro che sono disadattati all'esercizio di un mestiere qualunque. Manca la forza armata ai bisogni del servizio, e c'è lentezza forse necessaria de' provvedimenti giudiziari per cui i dete­nuti ristagnano nelle carceri onde guardando a questa gente che penuria d'aria e di panni subentrando la compassione si rilassa la vigilanza . Nel febbraio successivo sempre a Borgotaro si registrano altre due fughe,40)
A giudicare da campioni di processi che sono però deU'inizio degli anni '50 non sembra che l'iter giudiziario possa essere accusato di eccessiva lentezza: la giustizia è nell'insieme piuttosto celere. Ma anche poche setti­mane di custodia in prigioni inadeguate e fatiscenti risultano pesanti.
Le segnalazioni, in genere ad opera di magistrati, sulle condizioni delle carceri minori sono, a partire dal 1847, sovente drammatiche. Quelle di Colorno sono in stato deplorabile e si invoca che vengano una volta risanate secondo i princìpi ed i diritti umani.41)
38) A.S.P., Segr. di Stato, Dir. Gen. di Polizia, cart. 326. Rapporto del 26 luglio 1838.
) Ivi, cart. 330. Rapporto 15-16 luglio 1842.
40) Sulla fuga del 1832 A.S.P., Presidenza Interno {1819-1841), Grazia, Giustìzia e Buongoverno, cart. 866, rapporto 30-31 dicembre. Sulle evasioni successive A.S.P., Segr, di Stato, Dir. Gen. di Polizia, cit., cari. 230 e 231 (rapporti 15-16 luglio 1842 e 12 feb­braio 1843).
41> A.S.P., Dip. Grazia, Giustizia e Buongoverno, cart. 245, rapporto del 28 ago­sto 1847.