Rassegna storica del Risorgimento

DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
anno <1988>   pagina <297>
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J7 sistema carcerario nel Ducato di Parma
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Il pretore avvocato Raimondo Peretta il 22 settembre 1847 chiede al Procuratore Ducale che le carceri comunali di Fomovo siano rese salubri o trasferite in altri locali e siano rese sicure. Sono infatti in cattivo stato e pessima condizione, sotto ogni rapporto malsane e per nulla sicure, e poste in luogo in cui coloro che in esse si trovano possono, e succede tuttodì, parlare con le persone di fuori e ricevere dalle medesime cibi e bevande non solo, ma potrebbero anche essere somministrati loro oggetti ed armi... vino in quantità da ubbriacarsi, notizie sull'istruzione dei propri processi in corso . Il custode, che è guardia campestre, è spesso assente per lavoro; per giorni vi è solo la moglie con quattro bambini. I reclusi sono assai miseramente trattati e senza alcuna carità ; lo stanzino in cui il pretore interroga gli inquisiti ha solo un filo di luce e pochissima aria ; ed è veramente una compassione trattenervi chi forse non è reo di alcuna colpa . Ad accrescere poi la nessuna salubrità di queste carceri pro­segue il rapporto si aggiunge l'umidità continua o meglio permanente sui muri e sul pavimento, non diminuita mai perché sono poste le camere al piano terreno in posizione bassa e finestre strette contro cui son muri di alte case . E ancora: Non può entrarvi aria. E in queste pessime camere sono costrette a dimorare anche quelle persone, le quali per la loro civile condizione e per i motivi della loro detenzione meriterebbero, quan­tunque guardati, qualche riguardo... La camera che più giustamente chiame-rebbesi spelonca destinata a custodia è inservibile... alle finestre non sono ferrate, ma imposte sconnesse con carta stracciata . 42>
Per Fornovo si prowederà nel giro di qualche anno; ma altrove negli anni immediatamente successivi verranno segnalati casi analoghi o addirit­tura peggiori nel castello di Compiano e nelle prigioni di Fontanellato e di Rivergaro. 43>
Per il 1847 anno in cui la situazione generale delle carceri si aggrava sensibilmente per le punte massime di presenze e la cattiva situazione sanitaria esiste una documentazione ricca e precisa. I locali risultano eccessivamente affollati, poco sicuri e poco sani; la sorveglianza è inade­guata, il vitto scarso e non sufficientemente variato. Il '47 è anno di crisi economica, di irrequietezza politica: lo spirito pubblico non viene più segna­lato dalla Polizia come ottimo , ma nei casi migliori buono . Crescono i piccoli furti e gli arresti.
Nel gennaio 1847 nella Casa di Forza di Parma i detenuti salgono da
42) Ivi, cart. 245. II rapporto verrà preso in considerazione e nel 1850 verranno appaltate le nuove carceri di Fornovo.
43) Ivi, cart. 245. Il 26 febbraio 1850 il capitano comandante il castello di Compiano, dovendo ospitare per una condanna a morte commutata in tre anni di detenzione il ricevitore di dogana Enrico Pezzini traccia un quadro drammatico dei locali: Gli oggetti tutti che servir debbono pei ditenuti Bono affatto inservibili, per cui alla meglio ho potuto far battere un materasso, acquistare la fodera e un guanciale, la paglia per riempire un pagliericcio, un pitale, un catino e brocca per acqua . La poca biancheria è inservibile; mancano asciugamani e fodere da guanciale; le coperte di lana sono lacere e quelle di cotone inservibili. Il carcere di Fontanellato risulta, secondo un rapporto del 10 aprile 1854, quasi non abitabile , La prigione di Rivergaro è il 21 gennaio 1856 non molto sana né molto sicura . Ivi, cart. 246.