Rassegna storica del Risorgimento
DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
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1988
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Bianca Montale
945 a 982 (di cui 68 donne). Ma varia la composizione delle categorie: gli inquisiti sono 109, ben 316 i forzati, 270 i condannati alla reclusione, 172 alla prigionia, 50 a pene di buongoverno; sono scesi a 28 i rinchiusi nella Casa di Correzione. Aumentano, insomma, i condannati a pene più gravi. Le presenze sono 926 a fine marzo, 921 ad aprile, 1.011 a fine ottobre, 965 al
31 dicembre.
Decisamente inquietante è la situazione dell'ospedale. Le statistiche sono in qualche caso non esatte: offrono tuttavia un quadro sufficientemente indicativo. A gennaio i malati variano da 96 a 123 (con 119 entrate, 68 uscite, 24 morti); tra i casi più numerosi quelli di scorbuto (sino a 48), di bronchite, di diarrea. Tra le cause di decesso sempre diarrea, tisi, scorbuto. Con il trascorrere dei mesi una crescita e quindi, gradatamente a partire da aprile, un calo dei casi di scorbuto (101 ad aprile, 58 a maggio,
32 a giugno, 13 a luglio), di oftalmie, di diarree. I morti sono nel corso dell'anno ben 190: tra le cause, sempre in testa lo scorbuto.44)
Esiste nell'ambito del complesso carcerario anche l'ospedale della Casa di Correzione che ha un numero modesto di presenze è anche limitato il numero dei rinchiusi sani : ogni mese una quindicina di entrate, 17-20 uscite, da 6 a 14 ospiti ogni mese. Ovviamente, anche i decessi sono pochi.45)
A Piacenza il 1847 è anno come nella capitale di massimo affollamento, con punte di 182 carcerati: ma ad ottobre la cifra scende a 126.
Le insufficienze del sistema carcerario sono in questa fase particolarmente evidenti: carenza di spazio, inefficienza di controlli, crisi per quanto riguarda la sanità. Nel febbraio il dott. Crispo, medico con 22 anni di esperienza di cui 16 nella Casa di Correzione, invia un esposto lamentando che sono trasandati gli art. 123 e seguenti del regolamento organico del novembre 1814 ; dell'esposto che proponeva riforme nel sistema sanitario non c'è traccia in archivio. Risulta che nell'ottobre 1847 i professori Riva, Balestra e Caggiati hanno inoltrato alle autorità competenti un rapporto che denuncia nelle carceri durezze, condizioni sanitarie cattive, arbitrarietà.
Ritorna qui il discorso sugli organismi di controllo, i Consigli di Vigilanza. Le norme sulle ispezioni sono precise: i moduli da compilare presentano numerose voci relative ai registri, alla durata e legittimità delle detenzioni, al vitto, al vestiario, a letti, pulizia, salubrità. Ho preso visione di tre verbali di seduta del Consiglio di Vigilanza di Parma: il primo del 9 agosto, il secondo del 30 ottobre, l'ultimo del 3 novembre 1847, relativi a punizioni da infliggere ai detenuti. La commissione non è mai al completo e decide a maggioranza. Nel primo caso tre soli membri procedono nei riguardi di tre forzati: due imputati di vie di fatto gravi contro un compagno e l'ultimo di provocazione verso lo stesso e disobbedienza e ingiurie ai corniti. Presa
) Dati particolareggiati relativi al 1847 in A.S.P., Dip. Grazia, Giustizia e Buong., cart. 239 (gennaio-giugno) e 240. A Parma aumenta notevolmente il numero dei forzati (oltre 300, con punta massima di 334 ad ottobre).
45> Per i dati sull'ospedale della Casa di Correzione, ivi, catt. 240.
49 Ivi, cart. 239. Per Piacenza esiste un registro degli arresti relativo ad alcuni mesi del 1847.