Rassegna storica del Risorgimento
DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
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1988
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Bianca Montale
rimento, interrotto dalle vicende politiche e dall'instaurarsi di un governo provvisorio. In questa fase transitoria vengono comunque presi alcuni provvedimenti relativi alle carceri. Il 27 marzo viene attribuito alla Polizia il potere di stabilire e controllare entrate ed uscite nella Casa di Correzione e nel Deposito dei Mendicanti (non più ai pretori). Il 15 aprile successivo le razioni di pane sono aumentate di sei once. Più. tardi, a luglio, sono emanati provvedimenti meno rigorosi per le punizioni da infliggersi ai detenuti: con le nuove norme il colpevole dopo 72 ore va passato dalla segreta alla prigione isolata e deve avere lo stesso trattamento come se si trovasse tra la ciurma. Il carcere tenebroso con tavola e senza saccone non deve durare più di 48 ore; non deve essere insalubre; non potrà essere esacerbato col trattamento a solo pane ed acqua.49)
Il Governo Provvisorio nell'aprile 1848 invia un'ingiunzione al direttore della Casa di Forza, Verdelli, in cui si ordina di far scemare l'angustie in cui si trovano i reclusi, stivati in locali insufficienti ed inadatti con danno notevolissimo alla loro salute. Risulta poi che spesso i provvedimenti di rigore sono arbitrari: si ricorda che le ore di segreta non dovrebbero ascendere a più di 72. A volte prosegue la nota per disposizione dell'allora Presidente Interni è stato impedito che a così fatta detenzione andasse congiunto come in passato il trattamento a pane ed acqua: ma ora l'illegalità sembra continuare. I locali poi non sono sfruttati razionalmente; per andare nei depositi è necessario passare attraverso la ciurma. Entro il 31 maggio vanno sgombrati i depositi, provvedendo ad una diversa sistemazione.
Verdelli risponde il 5 giugno con un preciso rapporto al Delegato Interni relativo alla situazione generale dell'Istituto di pena. Assicura di non aver prescritto punizioni di segreta oltre i limiti posti dalle norme. È necessario spiega un periodo di segregazione in cui l'amministrazione ricostruisca l'accaduto e stabilisca le pene: se i delinquenti fossero fuori, con le minacce e le vie di fatto impedirebbero le deposizioni a loro carico. Chiede la nomina di un sotto-ispettore, ricordando che per sovrana risoluzione del 18 ottobre 1818 ve ne erano due, uno per la classe dei ferri, l'altro per quella dei reclusi; dà infine un quadro preciso della topografia del carcere. Le stanze occupate dagli uffici sono otto: una per lui e le altre rispettivamente per il segretario e il commesso, per l'archivio, per l'anticamera, per l'ispettore, per l'economo, per il capo dei lavori, per il guardarobiere. I magazzini sono tre: il primo serve a custodire la biancheria, le cose per vestire, le cose da Ietto e quant'altro occorre per la casa; è della lunghezza di centoquaranta braccia e della larghezza di otto. Il secondo è per il capo dei lavori, lungo quattordici braccia e largo dodici; serve a custodire il materiale necessario per le manifatture e quello già lavorato. Il terzo custodisce i fardelli dei ditenuti contenenti le cose che seco portano entrando ne' diversi stabilimenti; è lungo venti braccia e largo sedici. Se i locali si potessero sgombrare ma non si saprebbe con quali altri mutarli non potrebbero servire ad una migliore distribuzione dei detenuti, né all'attivazione di una sala pe' casi delli Rognosi perché non sicuri. I locali degli uffizi infatti, e il magazzino dei lavori, hanno muri non troppo sicuri, porte civili e finestre sprovvedute di inferriate. Il magazzino della biancheria
*?) Disposizione n. 664 del 29 luglio 1848, in Raccolta Generale, cit.