Rassegna storica del Risorgimento

DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
anno <1988>   pagina <302>
immagine non disponibile

302
Bianca Montale
passato alla Direzione Generale Ordine Pubblico, viene sostituito come direttore delle carceri da Antonio Bertioli.
A Piacenza, tranne alcuni avvicendamenti negli organici, non emergono all'inizio degli anni '50 avvenimenti di particolare rilievo. Il numero dei reclusi appare stazionario: saranno complessivamente 119 nel marzo 1852. A Parma si nota, pur tra molte oscillazioni, un certo calo di presenze. A fine 1848 gli ospiti sono 671; al 31 marzo 1849, 578; al 31 dicembre, 669. Anche se i dati sono incompleti, la mortalità nell'ospedale risulta decrescente: i decessi sono 21 nel primo trimestre 1849, 13 nel secondo, 11 nel quarto. Altri dati frammentari risultano per il 1851-1852.M) Per quanto riguarda l'affollamento degli anni successivi, 755 sono i reclusi a fine 1851; 831-887 nel 1855, 716 nell'agosto 1856, 744 a fine 1857, 690 il 7 giugno 1858.
Attorno al '50 e negli anni immediatamente successivi avvengono note­voli cambiamenti: innanzi tutto è utilizzata la nuova sede ampliata, poi si provvede al riordinamento e all'arricchimento degli organici del personale delle case di pena, con lievi miglioramenti finanziari e di carriera. Sono nominati nuovi custodi di prigioni comunitative e pretorie nei piccoli centri è la guardia campestre più anziana per residenza ad assumere l'inca­rico e custodi e corniti a Parma e Piacenza.
Poiché si verificano fughe nel corso di spostamenti di reclusi per lavoro fuori sede54) tre soldati sono destinati alla scorta dei detenuti impiegati fuori della Casa. Il 25 febbraio 1850 le guardie destinate all'ordine pubblico cioè di Polizia sono portate da 70 a 90. Ci sono poi le squadre di Polizia della reale cittadella, e cioè i componenti la gendarmeria delle carceri militari.
Il 7 giugno avvengono nuove assunzioni di personale: a Parma due corniti, cinque carcerieri, un portinaio; il 4 settembre le guardie delle carceri sono aumentate da 20 a 34. Quattordici prestano servizio in sede distaccata: 4 a Pontremoli, 3 a Bardi, 3 a Compiano, una rispettivamente a Borgotaro, Borgo San Donnino, Castel San Giovanni, Villa-franca.
Nel corso del 1850 il direttore del carcere di Parma, Antonio Bertioli, viene denunciato per irregolarità ed infrazioni gravi al regolamento carce­rario. Avrebbe preso provvedimenti non consentiti nei riguardi di inquisiti in attesa di giudizio (si parla di modi brutali ), rasandoli ed equiparandoli nel trattamento ai colpevoli riconosciuti tali; amministrerebbe la Casa di Forza in modo scorretto e arbitrario. È accusato di aver tratto profitti illeciti per aver fatto eseguire a proprio vantaggio dai reclusi lavori diversi non riportati a registro, frodando quindi l'amministrazione delle carceri del­l'introito dovuto. Si ricorda a Bertioli il dettato della legge: Tutti i lavori siano iscritti, e siano rilasciate le bullette affinché l'amministrazione possa calcolare sull'importo delle manifatture in favore della cassa dello stabili­mento . Il direttore ha agito arbitrariamente e l'ispettore Fontana, specchio di onestà, è stato da lui ingiustamente vilipeso.
In una lettera del 29 aprile 1850 Bertioli propone una lunga e minu-
53) Ivi, cart. 240.
54) Per i dati statistici relativi alle carceri, À.S.P., Segreterìa Intima di Gabinetto, Direzione Generale di Polizia, cart. 306, 307, 308. Sulla fuga in Ghiaia del recluso calzolaio Giovanni Malocchi, A.SJP Dip. Gr. Gtust, e Buong., cart. 345, rapporto 15 marzo 1850.