Rassegna storica del Risorgimento
DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
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1988
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Bianca Montale
Il Consigliere di settimana deve accogliere e inoltrare reclami, e fare osservazioni. L'Ispettore art. 13 nei casi di urgenza può reprimere i disordini secondo le leggi quanto in via disciplinare qualunque facendone però rapporto immediato alla procura regia ed al Consigliere di settimana. Se l'Ispettore è assente, le sue competenze sono assunte dall'Amministratore.
Il decreto del 13 gennaio 1852 stabilisce che la Casa di Forza di Parma che comprende la Casa di lavoro, la Casa di custodia e quella di correzione e rinchiude i condannati ai lavori forzati, alla reclusione e alla prigionia, si chiamerà Casa Centrale di Ditenzione: è un ritorno all'antica denominazione. L'amministrazione ha compiti di direzione del complesso carcerario. L'Ispettore Valerio Magawly Cerati gode di una retribuzione annua di 3.000 lire, più 300 per le spese; l'amministratore Fontana ne percepisce 2.000.
Il sovrano decreto dell'8 giugno 1852 detta norme per una più regolare e spedita amministrazione. Paolo Formenti, già capo dei lavori al Deposito Mendicanti, è il nuovo amministratore. Ispettore della Casa è Demetrio Achillini, che ha la collaborazione di un aggiunto a 900 lire di paga. L'organico è aumentato di un commesso contabile (800 lire); di due coadiutori all'economato (540 e 500 lire); di altri due coadiutori e un fattorino all'ufficio del capo lavori (400 lire ciascuno e 360). Lo stipendio del capo infermiere è portato da 600 a 800 lire; quello del farmacista da 1.200 a 1.400 (deve però avere un aiutante a proprie spese). L'art. 4 stabilisce un'importante innovazione. Il servizio religioso è affidato non più a uno, ma a due cappellani cappuccini scelti dai superiori col consenso del governo. Devono avere dimora stabile nel locale loro destinato in una parte dell'edifizio nel quale è posta la Casa di correzione. La paga non verrà più versata loro direttamente: questo sistema aveva creato inconvenienti e sconci ; ora sarà il convento a ricevere la retribuzione complessiva di 1.000 lire. I cappellani non dipendono dunque più dallo Stato, né hanno diritto alla pensione.56)
L'art. 5 stabilisce che lo stanziamento nel bilancio dello Stato per le spese delle officine della Casa Centrale a partire dal 1853 non potrà eccedere le 5.000 lire.
Il nuovo ordinamento durerà meno di tre anni e mezzo: il 14 maggio 1855 si tornerà all'antico, e cioè al direttore. I nuovi esperimenti non danno buona prova, né risolvono i problemi.
Nuove assunzioni si hanno a Parma per quanto riguarda il personale subalterno. I carcerieri sono cinque effettivi, più nove temporari, più nove in prova; i corniti effettivi cinque, più cinque temporari; in totale 33 unità. Ne occorrono altri due: le domande di assunzione sono 21. La Gendarmeria indaga sulla moralità e sulle opinioni politiche degli aspiranti: ben sei hanno trascorsi di reati comuni e due sono sospetti politici. Le domande sono di artigiani, contadini, domestici, disoccupati, ex carcerati: non si tratta certo di elementi qualificati. Il personale a contatto coi detenuti è sovente
) A.S.P., Dip. Gr. Giusi, e Buong., cari. 238. 11 13 luglio 1852 vengono anche disposte le nomine di cappellani a Borgo S. Donnino e a Piacenza. Un rapporto Magawly del 6 luglio 1852 accenna agli scandali che purtroppo hanno macchiato la capcllania di codesta Casa Centrale. Ora di eventuali irregolarità o inconvenienti non si occuperà più, il governo, ma il Padre Provinciale dei Cappuccini.