Rassegna storica del Risorgimento

DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
anno <1988>   pagina <306>
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Bianca Montale
ai congiunti che il detenuto è morto il 7 aprile. Il Poggi era dunque già deceduto ad insaputa di tutti quando erano state inoltrate domande in suo favore.
H 23 luglio 1852 viene concesso al forzato Domenico Boiardi, gravemente ammalato, di togliere la catena: ma il 6 agosto successivo egli muore.5
Valerio Magawly alla fine del 1855 inoltrerà un rapporto preoccupato sulle carceri di Parma nelle quali prima Ispettore Generale diverrà direttore: accenna al peggioramento delle condizioni di vita e di sicurezza, chiedendo nuove misure per far fronte ad una situazione di crisi. Nel 1855 l'ordine pubblico non è buono: i processi politici condotti da tribunali ecce­zionali talora con grande durezza suscitano reazioni, attentati, episodi di violenza. Non tutti i politici sono rinchiusi nella Casa Centrale, che tuttavia ha punte di notevole affollamento. A Parma le domande di grazia o di duninuzione di pena sono più difficilmente esaudite che non a Modena, e di solito respinte se si tratta di furti qualificati o ferite. Per quanto riguarda invece le condanne politiche (porto d'armi, non osservanza del coprifuoco) non mancano drastiche riduzioni: dalla morte a quattro anni, a tre anni, addirittura a sei mesi. Le condanne a morte per reati comuni sono poche e più scarse ancora le esecuzioni: di regola i condannati inoltrano ricorso. Tra l'aprile 1831 e la fine di febbraio 1848 (c'è una lacuna nei dati che riguarda nell'insieme un anno e nove mesi) le esecuzioni di cui ho trovato cenno sono 43 in tutto il Ducato: nessuna nel 1831, 1834, 1835, 1842, 1846, 1847; una nel 1836, 1838, 1839, 1840, 1841, 1843; due nel 1832 e 1837; 7 nel 1833, 9 nel 1844 e ben 17 nel 1845. Complessivamente 37 sono eseguite a Parma.60)
Sotto i Borboni non ho trovato dati altrettanto precisi: ma a giudicare dal numero esiguo delle condanne a morte non sempre, come si è detto, eseguite si può fondatamente supporre un calo. Il discorso non vale per i processi politici.6!
Nel corso del 1855 sono stabiliti con decreto in data 6 maggio gli abiti dell'amministratore e degli impiegati della Casa di Parma. Poi con legge del 23 novembre vengono una prima volta ritoccati gli stipendi. Il direttore Magawly percepisce 3.200 lire annue, l'ispettore Demetrio Achillini 2.000, l'economo Salvatore Varanini 1.700, il capo dei lavori Clemente Ferrari 1.500, il guardarobiere 1.000. Tre impiegati alla direzione guadagnano 1.400, 700 e 600 lire rispettivamente; l'impiegato all'ispezione 700, due commessi al­l'economato 540 e 400, tre commessi alle officine 500, 400 e 300 uno al
59) H carteggio relativo al Poggi nella cart. 242, fase. 4. La pratica Boiardi nella cartella 243, fase. 2.
60) I dati relativi alle esecuzioni di condanne a morte risultano dalle tabelle trime­strali compilate a cura del comando dei Dragoni. Esiste qualche lacuna. A.S.P., Segreterìa di Siato, Dragoni Ducali, cart. 340-370.
61) La Gazzetta di Parma pubblica per tutti gli anni '50 le sentenze dei processi svolt! presso il Tribunale di Parma e quello di Piacenza, indicando età e professione dell'incriminato, il reato, e a quanto ammonti la condanna. Si tratta dei processi civili, e non politici. Per I politici, viene accordato da Carlo III un numero notevolissimo di grazie (spesso le condanne a morte vengono ridotte a brevi periodi di detenzione, o addirittura annullate). Per i reati comuni, non vengono di regola accolte le domande di grazia per furti qualificati o ferite.