Rassegna storica del Risorgimento

DUCATO DI PARMA E PIACENZA ORDINAMENTO CARCERARIO 1814-1859
anno <1988>   pagina <307>
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Il sistema carcerario nel Ducato di Parma
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guardaroba 700, il dispensiere 700. Il totale delle spese escluso il personale subalterno è di 15.640 lire annue.
Si è aperta una fase di grande tensione e irrequietezza: il nuovo capo della Polizia Franceschinis segnala ripetute dimostrazioni in odio alle senti­nelle che vegliano nottetempo all'esterno della Casa di pena . Nel maggio 1856 verrà deliberata la costruzione di una vedetta per la Casa, che è sorve­gliata all'esterno dalla Gendarmeria.62)
Il 4 maggio 1856 è assassinato il direttore delle carceri Magawly: gli sono evidentemente addebitate le durezze ed i disagi a cui sono sottoposti i reclusi. Il nuovo direttore sarà Paolo Formenti.
Magawly aveva fatto presente il 29 dicembre 1854 la necessità di fondare, come a Milano, un'opera pia per l'assistenza ai carcerati e per la loro riabilitazione ed inserimento nella società dopo la liberazione. Posti in libertà scriveva finiscono quasi sempre col rientrare per più gravi delitti dalle carceri donde erano usciti castigati, ma non corretti. L'iter per la costituzione del patronato per coloro che sono respinti da tutti e che, rieducati, sarebbero salvati è lungo: se ne riparlerà nel 1858.
Il 15 gennaio 1856 il ministro Soragna lamenta l'assoluta inefficienza del Consiglio di Vigilanza delle carceri di Parma, segnalando il poco o nullo servigio prestato sotto varie scuse dai vari membri. Sono stati proposti supplementi o surrogazioni con supplenti. Propone che chi manca tre volte di seguito sia considerato decaduto. Mesi interi sono trascorsi senza che siasi presentato verun consigliere a disimpegnare il servizio ebdo­madario scrive, aggiungendo che è stato necessario aggiornare le sedute, con grave inconveniente dei prigionieri accusati, perché non intervenne il numero legale .
Ci sono inoltre ora controversi pareri sulle attribuzioni dei Consigli. Col gennaio 1852 molte loro competenze erano state trasferite all'Ispettore Generale; ora con l'abolizione di quella carica si torna all'antico. Due anni più tardi, il 17 aprile 1858, una nota del Dipartimento di Grazia Giustizia e Buongoverno fissa i compiti dei Consigli, occhio del Governo sulle pri­gioni . Il Consigliere di settimana deve visitare ogni giorno la Casa, control­lare il servizio di tutti, cappellani e medici compresi; osservare che regni in ogni cosa l'ordine e la pulizia, che il vitto sia sano e venga somministrato conforme ai contratti fatti dal governo, che le prigioni sieno salubri e sicure, che niuno si permetta maltrattamenti inverso i ditenuti, non deve aste­nersi dall'ammonire quegl'Impiegati e quei serventi i quali usassero atti violenti o disumani... . Se si considera che per mesi i consiglieri non si sono visti, si trae la conclusione che ogni controllo è mancato.
La nota rivolta al Podestà come esponente del Consiglio ingiunge di promuovere la costituzione di un ente di soccorso ai detenuti usciti di prigione per l'educazione e l'emendamento del colpevole . Gli ergastoli, infatti, divengono scuola di corruzione ; è necessario dare un'educazione civile, morale e religiosa. Per le donne, c'è un gruppo di Pie Signore; ora è necessario associare zelanti cittadini che collaborino con 1 cappellani per il ravvedimento di chi esce dal carcere. Esiste già nella Casa una forma
*2) A.S.P., Dlp. Or. Giusi, e Buong., cart. 255, rapporti 3 luglio 1855 e 14 mag­gio 1856.