Rassegna storica del Risorgimento

FERRARELLI GIUSEPPE; STORIOGRAFIA MILITARE
anno <1988>   pagina <313>
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Note su Giuseppe FerrarelU
Il legame con il De Sanctis fu importantissimo per la sua successiva adesione agli ideali patriottici. Il senso reale di questa amicizia che uni il FerrarelU al De Sanctis lo si coglie non solo da ricordi ed aneddoti, ma anche da tangibili manifestazioni di affetto.
Negli anni 1883-1885 vennero a mancare gli uomini che dopo il 1860 avevano dato avviamento alla cultura meridionale15): morirono Bertrando Spaventa (1883), Francesco De Sanctis (1883), Antonio Tari (1884), Augusto Vera (1884), Vittorio Imbriani (1885) ed altri ancora; gli scolari, gli amici, i clienti, i tanti che erano loro intorno, versate alcune lacrime e celebrate le cerimonie consuete, dimenticarono (salvo pochi) ciò che quegli uomini avevano avuto caro e in cui vivevano ancora: i loro scritti, i loro pensieri, i loro ideali .16) Sempre il Croce ricorda che del De Sanctis, il Bonari die fuori il frammento sul Leopardi, il Villari il frammento autobiografico, il Ferrarelli raccolse articoli e discorsi politici: tutto il resto rimase inedito, disperso o scorretto . l7>
Nel 1889 infatti il Ferrarelli raccolse in volume gli Scritti politici del De Sanctis, pubblicandolo con l'editore napoletano Antonio Morano. Nella introduzione agli scritti, in una lettera indirizzata alla vedova del critico irpino, Maria Testa, il Ferrarelli emblematicamente scriveva: Egli [De Sanctis], nel Collegio militare di Napoli ed in quella celebre sua Scuola privata, che attrasse i giovani di più nobile cuore e di più robusto ingegno, insegnando le lettere, accese nell'animo dei suoi discepoli quel fervido amore d'Italia, che poi fece divenire parecchi di essi, soldati, politici, giuristi, oratori e scrittori degni del nome italiano . 17> Anche se piuttosto manchevole in alcune parti, il volume messo insieme dal Ferrarelli ebbe il merito di ridare vigore ad una immagine del De Sanctis uomo politico: non a caso nel libro Francesco De Sanctis e la cultura napoletana (1928) di Luigi Russo lo troviamo citato.1** Anche il giornalista napoletano Gerardo Laurini in un suo scritto, Francesco De Sanctis, ricordi intimi, raccontava che negli ultimi mesi di vita del critico di Morra fra coloro che frequentavano assi­duamente la sua casa vi era il buon Giuseppe Ferrarelli . 19>
Il Ferrarelli nel 1860 fu tra quegli ufficiali borbonici che aderirono al discorso unitario in modo convinto: [...] militai con Garibaldi, perché il governo napoletano non volle compiere il dovere chiaro e solenne di essere italiano . N> Durante la battaglia del Volturno il Ferrarelli, presso Caiazzo, ebbe modo di conoscere personalmente Garibaldi: per due ricognizioni fatte sulla riva sinistra del Volturno, innanzi al fuoco di fucileria nemica, e per una batteria di mortai costruita sotto il fuoco della piazza, nell'assedio
15) B. CROCE, La vita letteraria a Napoli dal 1860 al 1900, cit., p. 307.
10 Ivi, p. 307.
17) Scritti polìtici raccolti da GIUSEPPE FERRARELLI, Napoli, Morano, 1889.
is) Cfr. L. Russo, Francesco De Sanctis e la cultura napoletana, introduzione di Umberto Carpi, Roma, Editori Riuniti, n. ed., 1983, p. 318 n. sgg.
15) Cfr. F. DB SANCTIS, Scritti varil, inediti o rari, raccolti e pubblicati da B. Croce, Napoli, Morano, 1898, p. 296 (ora anche in F. DE SANCTIS, La Giovinezza. Memorie postume seguite da testimonianze biografiche di amici e discepoli, a cura di Gennaro Savarese, Torino, Einaudi, 19612, p. 416).
20) Cfr, B. CROCE, Uomini e cose della vecchia Italia, cit., p. 385.
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