Rassegna storica del Risorgimento
FERRARELLI GIUSEPPE; STORIOGRAFIA MILITARE
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1988
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Toni Iermano
di Gaeta,21) fu decorato con la medaglia d'argento al valor militare.
Dopo essere passato successivamente nell'esercito italiano, il Ferrarelli partecipò, ma con poca convinzione, alla campagna contro il brigantaggio meridionale, che aggravò quel senso di sfiducia nello Stato sabaudo in non pochi uomini polìtici meridionali. Proprio da alcuni suoi ricordi apprendiamo in che modo il Ferrarelli visse la tragica esperienza della repressione del cosiddetto grande brigantaggio : Nel 1861 feci parte dello Stato maggiore del generale Pinelli per la repressione del brigantaggio. Feci quel che potetti e compii il dovere di dirgli che, con quelle fucilazioni decise con tanta fretta, correvamo il rischio di commettere ingiustizie. Una, infatti a Viesti, come seppi dopo, quando per ragioni dell'Orfanotrofio militare dovetti tornare a quel paesetto , fu ingiustissima .
Avvenimenti come questi contribuirono non poco a spingere il Ferrarelli su posizioni polemiche nei confronti di uno Stato più che mai deciso ad imporre le proprie leggi nel Mezzogiorno, senza tollerare nessuna forma di trasgressione. Queste sue vene polemiche gradualmente finiranno per assumere colorazioni politiche in cui il processo di annessione dell'ex Regno borbonico veniva interpretato in chiave di vera e propria colonizzazione. Come racconta il Croce lo umiliavano le istituzioni, le leggi, i regolamenti, militari e non militari, dal Piemonte estesi all'Italia meridionale, quasi come a paese barbaro . 2) Da questa constatazione il Ferrarelli faceva scaturire la sua ormai convinta opposizione ad uno Stato nel quale pur aveva visto il rimedio ai mali del suo Mezzogiorno.
Questa sua posizione lo spinse ad interessarsi alla storia delle vicende culturali e militari dello Stato borbonico, dall'ormai lontanissimo 1734 al 1860. Attraverso un meticoloso recupero di storie e personaggi il Ferrarelli voleva dimostrare, forse prima a se stesso e poi agli altri, che anche il Mezzogiorno, una grande regione considerata, con troppo frettolosità, solo terra di conquista, possedeva una sua storia da tutelare e da conservare. In questo ambito va colto il suo impegno teso a restituire a Ci vitella del Tronto il monumento che ricordava l'assedio del 1806, a rendere noto il monumentino dello scontro di Rieti del 1821, e fare apporre sulla casa di Napoli dove nacque Giambattista Della Porta una lapide.
Quando nel 1869, a causa di due suoi articoli apparsi sull'Italia militare e la Rivista militare riguardanti una modifica di alcuni compiti del Genio militare, il Ferrarelli, capitano prossimo alla promozione a maggiore, per evitare qualche persecuzione, si dimise dall'esercito, ebbe modo di dedicarsi completamente allo studio della storia dell'antico Regno di Napoli.
Nel 1871 pubblicò un primo volume dal titolo Schizzi, in cui, tra l'altro, sosteneva l'importanza della diffusione in Italia delle idee militari di Luigi Blanch.24' Il Ferrarelli aveva conosciuto personalmente il Blanch, un uomo che con la sua fondamentale opera Della scienza militare aveva inciso pro-
21) G. FERRARELLI, Memorie militart del Mezzogiorno d'Italia, con prefazione di B. Croce, Bari, Laterza, 1911, p. 80.
22) Cfr. B. CROCE, Uomini e cose della vecchia Italia, cit., p. 386.
23) ivi, p. 367.
24) G. FERRARELLI, Lista di molti lavori militari di L. Blanch, in Schizzi, Napoli, 1871. pp. 55-59.