Rassegna storica del Risorgimento
BELLUNO AMMINISTRAZIONE 1866; MORDINI ANTONIO; VICENZA AMMINIST
anno
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1988
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pagina
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320
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POLITICA ED AMMINISTRAZIONE NEL COMMISSARIATO DI GIUSEPPE ZANARDELLI
A BELLUNO NEL 1866
Malgrado l'andamento del conflitto fosse ancora incerto sul fronte italiano e quale sorpresa sarebbe stata riservata alle nostre forze armate in quel di Lissa! , verso la metà di luglio del 1866 la maggior parte delle province venete vennero abbandonate dalle truppe austriache; soltanto Venezia, Verona e Mantova rimasero ancora sotto l'occupazione straniera. Il governo di Firenze si preoccupò di affermare subito la presenza dello Stato italiano nelle province liberate nominando per ciascuna di esse un regio commissario nella qualità di rappresentante del governo in forma eccezionale.1
La regolamentazione normativa dei commissariati fu perciò fatta in modo che si evitasse ogni equivoco di governo provvisorio, come invece era avvenuto nelle parti del regno annesse nel 1859-1860; allora infatti si era assistito all'istituzione di veri e propri governi provvisori per attuare il passaggio dei poteri dagli Stati annessi al regno sardo, mentre nel '66 furono creati degli organi meramente di transizione verso una meta politica e istituzionale del tutto chiara e scontata.2) Si ripetè, in un certo senso, quello che era avvenuto nel 1860 nelle Marche e nell'Umbria, dove i rappresentanti del governo di Torino, incaricati di amministrare provvisoriamente quelle regioni, erano appunto dei commissari regi; tuttavia nel 1866 il governo italiano ebbe cura di non far nascere alcuna parvenza di organismo regionale e, per questa ragione, non si nominò un solo commissario generale per tutto il Veneto.3*
D'altronde la tendenza antiregionalista era prevalsa nell'indirizzo amministrativo italiano sin dal 1861, auspice proprio il Ricasoli, ed erano ben noti alla classe dirigente gli inconvenienti insiti nella conservazione delle strutture centrali degli ex-Stati da annettere; ma le difficoltà non mancarono neanche nel '66, soprattutto nei primi mesi del trapasso politico-amministrativo, dal momento che, malgrado fosse stata attuata im-
i) I Commissari del Re non sono un Governo provvisorio, ma un Governo del Re in forma eccezionale, aveva scritto nel luglio del '66 Ricasoli a Celestino Bianchi; in Carteggi di Bellino Ricasoli, a cura di SERGIO CAMBRANI e GAETANO ÀRFÈ, voi. XXII (20 giugno-31 luglio 1866), Roma, 1967, p. 297.
2) Gli archivi del regi commissari nelle province del Veneto e dì Mantova 1866, voi. I: inventari, Roma, 1968, pp. xi-xiv.
3> Ibidem.