Rassegna storica del Risorgimento
BELLUNO AMMINISTRAZIONE 1866; MORDINI ANTONIO; VICENZA AMMINIST
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1988
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Sergio Teresi
L'atteggiamento di Mordini e di Zanardelli risulta invece ancora più anomalo se si considera il fatto che già dopo Custoza la Sinistra aveva abbandonato la posizione conciliante e di solidarietà nazionale che si era riproposta di applicare all'inizio del conflitto verso il governo, ed in particolare verso il Ricasoli: e bisogna tener conto che, se anche c'erano stati dei tentativi di avvicinamento tra le posizioni politiche del barone e quelle di alcuni esponenti di primo piano della Sinistra costituzionale nel maggio e nel giugno del '66, in occasione delle consultazioni delle parti politiche per la formazione del ministero, tuttavia non si era poi giunti a nessun accordo concreto tra la Destra e la Sinistra, essendo quest'ultima esclusa dalla partecipazione al governo (Depretis infatti apparteneva al cosiddetto Centro-Sinistra).9) D'altro canto, all'interno della Sinistra costituzionale italiana, era via via sempre più sentita l'esigenza di un profondo rinnovamento della classe dirigente al potere, soprattutto dopo le prove infelici che essa stava dando nella conduzione sia militare che diplomatica del conflitto; e proprio quest'atteggiamento critico della Sinistra, principalmente nei confronti dei militari e del re, portò ad un avvicinamento tra Mordini e Ricasoli, al quale almeno venivano riconosciute le buone intenzioni che lo animavano:
A lui che ha buone intenzioni bisogna offrire un punto d'appoggio saldo scriveva Mordini a Zanardelli il 23 settembre 1866 da Vicenza . Il nostro partito ha bisogno per giungere d'allearsi prima o poi, di aver mostrato che s'intende di Governo, che ha degli uomini capaci di governar bene.1Q)
L'accettazione dei commissariati di Vicenza e di Belluno da parte di Mordini e di Zanardelli significò da un lato un primo cedimento dell'egemonia moderata nell'ambito delle strutture politico-amministrative del regno d'Italia, e come tale fu una prima affermazione delle rivendicazioni della Sinistra per una partecipazione diretta al governo del paese, dall'altro fu un successo, seppure temporaneo, data la breve durata dei com-
9) Cfr. ALBERTO AQUARONE, Dalle elezioni del 1865 alla costituzione del secondo ministero Ricasoli: incertezze e contrasti nella classe politica italiana, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LUI, fase. II (aprile-giugno), 1966, pp. 241-276 (ora in A. AQUARONE, Alla ricerca dell'Italia liberale, Napoli, 1972, pp. 193-243).
W ARCHIVIO DI STATO DI BRESCIA [A.S.B.], carte Zanardelli, busta 43.
n) Il male è che il Re non sta costà come deve stare scriveva Ricasoli al fratello Vincenzo il 2 settembre '66 da Firenze ... Perché permette intorno a lui mille intrighi che fanno perdurare il discredito da cui è ravvolto il Re, e tutti coloro che lo attorniano, e da cui sì riflette su tutto il governo uno sprazzo di sfiducia tristissimo? ; in Carteggi di Bettino Ricasoli, cil., voi. XXIII, p. 291. E ancora il Ricasoli scriveva a Celestino Bianchi 1*8 settembre '66: La pazienza ha il suo limite. Oggi con accorte maniere occorre atterrire il Re ; ivi, p. 337.
12> Poche parole, ma efficaci, queste che Ricasoli scriveva a Bianchi il 2 settembre '66: ... Il Governo non sì lascicrà sopraffare, e attingerà sempre i suoi istrumenti da dove crederà di meglio truovarli per lo scopo della sua istituzione... Già la prima caratteristica del partito Moderatore si è quella di sacrificare i suoi, di farselo mettere nel di dietro purché cessare di essere moderato, che vuol dire balordo!! ; ivi, p. 288.