Rassegna storica del Risorgimento

BELLUNO AMMINISTRAZIONE 1866; MORDINI ANTONIO; VICENZA AMMINIST
anno <1988>   pagina <323>
immagine non disponibile

Zanardelli commissario a Belluno nel 1866
323
missariati, di quella intricata manovra politica che Ricasoli da tempo cercava di attuare per realizzare un assorbimento molecolare della Si­nistra costituzionale nella compagine governativa; in questo modo il ba­rone riuscì a neutralizzare gli attacchi mossi al governo dalla Permanente piemontese e dalla Consorteria, certamente sobillati anche dal comporta­mento ambiguo dello stesso sovrano,11) mettendo a tacere l'opposizione della Sinistra.12*
Nella democrazia italiana il gesto di Mordini e di Zanardelli sollevò molte polemiche tra i fautori dell'accettazione dei commissariati ed i suoi avversari; la maggioranza degli esponenti della Sinistra bresciana, ad esempio, disapprovò la decisione di Zanardelli di andare a Belluno. 13> Angelo Bargoni fu tra i pochissimi colleghi di partito che approvò la scelta fatta dai suoi due amici:
Se usciamo per un momento da quelle che possono chiamarsi le convenienze di partito di un partito poi che deve trasformarsi mi pare che vi siano ragioni poten­tissime per affrontare anche qualche giudizio sfavorevole di amici nell'assumere un posto ove si risparmia la presenza di uno dei soliti privilegiati amministratori delle cose italiane,.. Dicono che il Governo è esclusivista e quando se ne esce dall'esclusivismo si deve respin­gerlo? Dicono che gli uomini di sinistra non sanno far nulla, e quando viene l'occasione di fare si deve allontanarla?... Intanto vi saranno Provincie che si avvezzeranno a sentire nomi di amici nostri. se l'aver essi accettato li escluderà dal grembo di certi puritani non sarà anche questa una buona fortuna per noi?14)
A Bargoni dunque non sfuggì che la nomina dei due commissari di sinistra rappresentava una notevole apertura del ministero sulla strada della conciliazione con l'opposizione, e quindi quest'ultima avrebbe potuto ottenere molto a proprio favore, e soprattutto ne avrebbe acquistato in reputazione di fronte al paese. In tutta questa manovra politica Za­nardelli sarebbe comunque rimasto a rimorchio di Mordini, dal mo­mento che egli non aveva alcun contatto personale con il Ricasoli, al contrario del deputato di Barga. Fu assai arduo sia per Zanardelli che per Mordini destreggiarsi tra il dovere di seguire le direttive governative da un lato, e la responsabilità di non deludere le aspettative dei loro col­leghi di partito dall'altro; certamente essi si resero conto che su loro gravava il compito di far ben figurare la Sinistra nel primo incarico politico-amministrativo di un certo rilievo che le era stato affidato: non a caso il Diritto riportò molto frequentemente corrispondenze da Belluno e da Vicenza per mettere in evidenza l'operato dei due commissari della Sinistra. Tuttavia il peso della loro responsabilità verso il partito, Zanar­delli e Mordini lo avvertirono in tutta la sua drammaticità quando furono
13) Continuano le recriminazioni da una parte, le lodi dall'altra scriveva a Zanardelli un non meglio identificato Raffaele il 25 agosto '66 da Brescia -. Grana, Pallavicini, Gualla, Nicolini non possono darsi pace della tua accettazione,.. Ti confesso che ora rido e di chi approva e di chi biasima, sebbene abbia tutta la stima pel tuo amico Guerzoni, rido anche di luì che trovasi nel novero di questi ultimi ; in A.SJ8., carte Zanardelli, busta 43.
14) Angelo Bargoni a Salvatore Calvino, Firenze 27 agosto '66, pubbl. in ATTILIO BARCONI, Memorie di Angelo Bargoni {1829-1901), Milano, 1911.