Rassegna storica del Risorgimento
BELLUNO AMMINISTRAZIONE 1866; MORDINI ANTONIO; VICENZA AMMINIST
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1988
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Sergio Teresi
colla dignità nostra d'ufficio [...] Noi non saremo per questo solidali a tutta la politica del ministero Ricasoli, ma di quella sola che si riferisce alle Provincie liberate. Bisogna noi pensare sempre seriamente a ciò che ha preoccupato già ambedue noi, ed è che allo stato delle cose in Italia il Ricasoli è il solo primo ministro che ci dia guarentigie serie di resistenza alla politica personale del Sovrano ed alle prepotenze francesi. Non accuserò mai il Ricasoli di avere dai primi di luglio resistito alla politica francese. Ora il Ricasoli è minato; dal partito piemontese e dalla Consorteria, la quale cerca di dominarlo. A lui che ha buone intenzioni bisogna offrire un punto d'appoggio saldo [...] Scusa se parlando a Ricasoli gli dissi ancora che tu ed io siamo d'accordo. L'unione nostra è forza per noi e anche per lui. 20)
I commissari della Sinistra decisero dunque di restare al loro posto,2l ed esplicarono il loro incarico fino alla fine con grande impegno e serietà, probabilmente anche per mettersi bene in mostra di fronte alle forze politiche nazionali (di Mordini, ad esempio, si diceva da tempo che poteva essere un possibile ministro);22) grazie all'ottima impressione suscitata nelle popolazioni delle province da loro amministrate, Mordini e Zanar-delli contribuirono ad accrescere la reputazione generale della Sinistra costituzionale, dal momento che furono gli unici commissari che ottennero un consenso unanime da parte dei loro amministrati nelle prove che dettero in un campo spinoso della vita di uno Stato come quello amministrativo ed in un momento così difficile per il paese come fu il secondo semestre del 1866.2
2Q) A.S.B., carte Zanardelli, busta 43.
21) Zanardelli scriveva a Ricasoli il 29 settembre '66 da Belluno: M'è grato di parteciparle come mi sia cosa oltremodo accetta di poter mettere all'unisono la brama di veder salve le mie convenienze e l'altra brama 'di renderle servigio e di non creare inciampo di sorta alla sua amministrazione ed al già difficile compito suo. Ed è perciò che mi onoro di dichiararle anche espressamente che ove non sorgano nuovi fatti dall'E. V. non preveduti, io resterò agli ordini suoi, ben lieto se qualche aiuto le venga dall'opera mia e se possa essere agevolata la sua permanenza ai potere ; Archivio Centrale dello Stato [A.C.SJ, carte Ricasoli-Bianchi, busta lb, fase. 12.
Cfr. anche MICHELE ROSI, // Risorgimento italiano e l'azione di un patriota cospiratore e soldato, Roma-Torino, 1906, p. 322.
22) Tra i rivoluzionari convertiti scriveva Giovanni Audiffredi a 'Ricasoli 1*8 novembre 1866 da Torino una persona di molta capacità e di molto ingegno è il signor Mordini, che Ella forse conoscerà direttamente assai meglio di me. Io non dubito che egli possa, col tempo, occupare degnamente qualche ministero ; in Carteggi di Bettino Ricasoli, cit., voi. XXIV, p. 243.
29 Angelo Bargoni scriveva a Zanardelli il 19 novembre '66 da Firenze: Il tempo, con mia vera soddisfazione, è venuto rendendo ragione a te ed a Mordini, imperocché si è oramai risaputo da tutti che le vostre due Provincie sono state le meglio amministrate. Anzi quelli stessi amici vostri, per es. Lazzaro, che erano così contrari alla vostra accettazione, mantenendo fino ad un certo punto il loro linguaggio di ieri, dicono di voi: 'si sono sagrificati, ma il loro sagrifizio torna interamente a vantaggio ed onore del partito*. Intendi bene del partito? Vorrò un po' sapere fra un mese di quale partito si tratterà! ; A.S.B., carte Zanardelli, busta 43.
Il DirUto del 10 dicembre '66, in occasione della scadenza dell'incarico commissariale