Rassegna storica del Risorgimento

BELLUNO AMMINISTRAZIONE 1866; MORDINI ANTONIO; VICENZA AMMINIST
anno <1988>   pagina <330>
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330 Sergio Teresì
se non nel momento in cui venne coinvolto direttamente il suo operato.34' Il 23 settembre iniziarono le elezioni nel Bellunese, prima che in ogni altra provincia veneta; precedentemente, il 18 settembre, il commissario regio aveva indirizzato agli elettori questo proclama, dal quale risulta chiara­mente la sua volontà di dimostrare alla popolazione che l'unione al regno d'Italia avrebbe per essa sancito la fine del lungo periodo di arretratezza politica che l'Austria le aveva imposto:
Elettori.
Domenica prossima, 23 corrente, cominciano in questa provincia le elezioni comu­nali [...] Fra pochi giorni pertanto il voto popolare dev'essere interrogato, ed il paese farà per la prima volta esperimento del più prezioso diritto dei popoli liberi, quello d'eleggere gli uomini nelle cui mani sono riposti i propri interessi. Applicato ora questo diritto alle municipali magistrature, l'esercizio del medesimo riesce non meno solenne di quello che avrà per oggetto la rappresentanza nazionale. La vita comunale che si svolge in una cerchia di uomini e cose perfettamente note al cittadino non ha minore importanza che la vita nazionale, la quale non può essere fiorente senza rigoglio e vigore di vita locale. Il comune può dirsi la scuola elementare della libertà, il tirocinio della vita pubblica, ove si formano gli uomini, si conoscono le attitudini, si rendono apprezzabili a' cittadini i loro diritti politici, ed ove, servendo, amando, rendendo prospera la piccola patria, si apprende ad amare, a servire, ad afforzare la patria grande, l'Italia. In quest'ora solenne, in questa prima prova del popolare suffragio, che tutti gli elettori muovano all'urna. Colla legge precedente tutti i diritti, tutta l'autorità dell'amministrazione comunale erano quasi per intero assorbiti nel campo chiuso de' primi estimati [...]. Ora invece che una verace rappresentanza può uscire da late e libere elezioni, nessuno dimentichi il proprio diritto che è insieme il proprio dovere. La libertà non vive che tra volenti, tra forti ed operosi: il geloso adempimento de' civici doveri è il carattere di un popolo maturo alle libere istituzioni, e il tenace e universale esercizio dei diritti consacrati dalle leggi italiane sarà il vero, il costante plebiscito per voi.35)
In effetti Zanardelli cercò di mantenere nella correttezza tutte le opera­zioni elettorali Ciò risulta più evidente se si confronta la situazione del Bellunese con quella ad esempio del Trevigiano, dove, da quanto ci dice Antonio Bonaldi in un opuscolo edito proprio nel 1866, le elezioni erano
3*) Un piccolo gruppo di perseveranti bellunesi è irritato perché non sciolsi il municipio ed avrebbe voluto che insediassi loro rimandando le elezioni alle calende greche scriveva Zanardelli a Bargoni il 4 settembre '66 da Belluno . Siccome sanno di non riuscire volevano aver la somma delle cose per atto dittatorio di chi lì facesse digerite al paese contro sua voglia. Figurati se volea far gli affari in quel modo del partito moderato. D'altronde sarebbe stata cosa ingiusta, perché i buoni di qui mi dicono che il Municipio vai meglio di cotestoro [...] Io pensai invece ad affrettare le elezioni e avendomi i Municipii secondato con mirabile alacrità, le liste sono già pubblicate; M.C.R.R., carte Bargoni, busta 233, fase. 28.
35) A.S3., carte Zanardelli, busta 181. Il Diritto del 26 settembre '66 commentava il proclama del commissario di Belluno: L'onorevole Zanardelli [...] ha diramato ai comuni della provincia un suo proclama che si distingue dai soliti, perché fa appello al diritti dei cittadini, e ne ricorda loro il savio uso. Noi siamo perfettamente d'accordo colTegregio Zanardelli nel ritenere che chi non capisce l'amore e la cura della sua terra natale, difficilmente si eleverà all'amore della grande patria, Italia.