Rassegna storica del Risorgimento
BELLUNO AMMINISTRAZIONE 1866; MORDINI ANTONIO; VICENZA AMMINIST
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1988
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Zanardelli commissario a Belluno nel 1866
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state in parte condizionate dalla scarsa capacità organizzativa di D'Afflitto; a Padova le cose non dovettero andare meglio, dal momento che sembrava che Pepoli si fosse abbandonato alla quiete, tranquillo e quasi stanco di tanta fatica.37)
In precedenza, il 1 settembre, Zanardelli aveva sciolto la congregazione provinciale, residuato quest'ultima dell'amministrazione austriaca, poiché era costituita da elementi retrivi e compromessi con il vecchio regime; i nuovi deputati nominati dal commissario regio, cioè Luigi Agosti quale rappresentante di Belluno, Giovanni Battista Bellati, Giorgio Mezzan, Antonio Pagani Cesa, Bartolomeo Talammi, tutti in rappresentanza degli altri distretti della provincia, non suscitavano dubbi di sorta quanto a patriottismo e godevano in generale di buona reputazione nella popolazione.38)
Il bresciano fece il suo unico atto veramente autoritario sciogliendo la congregazione provinciale, anche se esso era legittimato dai poteri accentrati che il RJD. 18 luglio '66 n 3064 aveva attribuito ai commissari del re. Il comportamento di Quintino Sella ad Udine ci mostra ben altra energia ed audacia nel procedere nell'attività politico-amministrativa; si preoccupò assai meno di Zanardelli dell'effetto che i suoi provvedimenti avrebbero avuto sull'opinione pubblica, ed infatti attuò una specie di colpo di Stato sciogliendo la congregazione provinciale friulana ed imponendo la nomina a sindaco di Giuseppe Giacomelli. Tuttavia la maggior fermezza che Sella impiegò ad Udine era motivata dal fatto che la situazione di quella provincia richiedeva degli atti più energici per trascinare anche gli inerti, e mostrare la città e la provincia non meno italiane di ogni altra.39)
Nel mese di settembre Zanardelli diede il via all'epurazione ed alla sospensione degli elementi austriacanti, o comunque invisi alla popolazione, dagli uffici pubblici della provincia. Questa operazione aveva un'importanza fondamentale per i rapporti tra l'autorità governativa e la società civile locale. L'adempimento di questo incarico presentava particolari difficoltà perché non si poteva non tenere conto della serietà e dell'efficienza tradizionalmente proprie della burocrazia austriaca, e d'altro canto bisognava soddisfare le aspettative della popolazione che richiedeva giustizia nei confronti di quegli individui che si erano sempre prodigati a favore delle I.R. autorità. Non bisogna dimenticare che la nuova situazione politica
36) Cfr. ANTONIO BONALDI, Al Signor Alberto Cavalletto, ex deputato al Portamento Italiano, due paróle intorno al Veneto, Ceneda, 1866, in LETTERIO BRIGUGLIO, Correnti politiche nel Veneto dopo Villafranca (.1859-1866), Roma, 1965, pp. 305-325. Per parlare delle elezioni comunali di Ceneda scriveva il Bonaldi , mi dica il marchese D'Afflitto, il Commissario del re a Treviso, quale importanza possono avere, se la lista degli elettori e comparsa solamente giovedì 27 settembre e se le elezioni si sono volute fare tre giorni dopo, domenica. Aggiunga il sig. Commissario che era nuovissima in questa provincia la legge elettorale; che nessuno sapeva se aveva diritto di mettere il suo suffragio nell'urna e che nessuno conosceva gli eleggibili ; ivi, p. 322.
37) Il Diritto del 16 settembre '66.
38) Cfr. ANTONIO MARESTO BAZOLLE, Annali di Belluno del 1866, a cura di FERDINANDO TAMIS, Belluno, 1966, pp. 136-137.
39) Sella a Ricasoli, Udine 21 agosto '66, in Epistolario di Quintino Sella, cit., p. 91.