Rassegna storica del Risorgimento
BELLUNO AMMINISTRAZIONE 1866; MORDINI ANTONIO; VICENZA AMMINIST
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1988
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Zanardelli commissario a Belluno nel 1866
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Si rimane sorpresi nel vedere che Zanardelli non ebbe particolari screzi con le autorità ecclesiastiche locali, soprattutto alla luce del suo ben noto anticlericalismo; e la sorpresa è ancora maggiore se si pensa, ad esempio, che Sella ad Udine ebbe invece a soffrire del tacito ostruzionismo del vescovo: 45> sei ben fortunato se il clero ti osteggia poco , aveva scritto il biellese al commissario di Belluno in una delle numerose lettere di carattere riservato che i due si scambiarono nel secondo semestre del '66. *> Zanardelli ebbe spesso parole di lode per il clero bellunese, soprattutto per gli ecclesiastici della Diocesi di Belluno (le Diocesi di Belluno e di Feltre erano state riunite sotto un unico vescovo), i quali si erano prodigati sempre in favore della causa italiana, tanto che giunse a definire i religiosi di quella provincia una rara eccezione nel clero italiano . Non solo, ma egli si impegnò a fondo per ottenere la concessione di alcune onorificenze agli ecclesiastici meritevoli per il loro patriottismo, come l'abate Sebastiano Barozzi, definito dal commissario patriota integerrimo e nominato ufficiale dell'Ordine Mauriziano, mons. conte Alessandro Fullin (noto per le sue idee antitemporalistiche) ed il prof, don Natale Talamini, nominati ambedue cavalieri del medesimo Ordine e segnalati fra i più degni di tale distinzione.4*)
Certamente i buoni rapporti che il commissario regio instaurò con il clero locale furono in gran parte facilitati dal comportamento conciliante del vescovo Render, il quale, filoaustriaco prima del '66, si trasformò repentinamente in un devoto collaboratore delle autorità italiane dopo l'annessione. **>
Bisogna sottolineare che durante la terza dominazione austriaca la
45) Quanta differenza fra Treviso ed Udine! scriveva indignato Sella a Ricasoli l'il ottobre '66 . Là fischiano l'Arcivescovo che pur corse subito ad ossequiare il nuovo ordine di cose, a cagione del suo passato ligio all'Austria: qui lo rispettano mentre osteggia tuttora l'Italia; in Epistolario di Q. Sella, cit., p. 206.
46) Sella a Zanardelli, Udine 1 ottobre '66; ivi, p. 182.
47) Zanardelli a Ricasoli, Belluno 23 ottobre '66; Archivio di Stato di Belluno, Carte del commissario del re 1866, busta 2-gabinetto.
48) Zanardelli a Borgatti, Belluno, 28 ottobre '66; ibidem.
49) Il 23 agosto '66 il vescovo Renier inviava questa circolare al clero delle due diocesi di Feltre e Belluno: L'onorevole Sig. Dott. Zanardelli Commissario del Re per la Provincia di Belluno, ci comunicò ufficialmente il Proclama col quale si presenta agli abitanti, inaugurando il Governo nazionale sotto lo scettro costituzionale di SUA MAESTÀ VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA. Noi memori della sentenza dell'Apostolo (Rom. 13. 1.) non esservi potestà se non da Dio, salutiamo il nuovo Governo, ed inculchiamo a voi, venerabili fratelli, di seguire l'esempio Nostro col prestare riverenza ed obbedienza alle nuove costituite Autorità, inculcandole pure ed insegnandole sì pubblicamente che privatamente ai Fedeli alle vostre cure commessi, insinuando in pari tempo e rafforzando in essi Il patrio sentimento. Siccome la Sacra Persona dell'Augusto Nostro Sovrano dev'essere l'oggetto principale del nostro affetto e della nostra devozione, cosi ordiniamo che in avvenire nell'Esposizione del SS. Sacramento, dopo l'orazione prò Papa, si reciti quella prò Rege; Archivio della Curia Vescovile di Belluno, busta 78, fase. 10.
Sul Renier cfr. A. NIERO, Aspetti inediti della figura del sacerdote letterato e patriota G. Renier, in Quaderno 1 del Centro di Studi Storici, Mestre, 1962, p. 20 sgg.