Rassegna storica del Risorgimento
BELLUNO AMMINISTRAZIONE 1866; MORDINI ANTONIO; VICENZA AMMINIST
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1988
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334
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334 Sergio Teresì
diffusione nel Veneto della letteratura antitemporalistica (la famosa Vita di Gesù di Ernesto Renanpe l'opuscolo del prete bellunese Angelo Volpe intitolato La Questione Romana ed il Clero Veneto), per nulla impedita dalle autorità austriache, e la mancata osservanza di alcuni articoli del concordato stipulato con la Santa Sede nel 1855 avevano causato un aftievolimento delTaustriacantismo di quegli stessi vescovi che si erano mostrati contrari alla causa italiana. La mancata formazione di un connubio fra Trono e Altare aveva quindi offerto ai cattolici ed al clero antitemporalista ed antiaustriaco dei concreti argomenti di lotta politica .
L'evento probabilmente più clamoroso e che ebbe una notevole risonanza nel dibattito intorno alla politica interna ed estera italiana del '66 fu il plebiscito, osteggiato dalla maggioranza dell'opinione pubblica nazionale, ma tuttavia necessario per suggellare l'annessione formale del Veneto all'Italia; del resto esso era stato legittimato sia dal trattato austro-francese del 24 agosto che dalla stessa pace di Vienna, ed il coro di voci contrarie che aveva sollevato da ogni parte del regno comprese quelle di Mordini e di Zanardelli fu placato appunto con la fine del conflitto. Lo stesso Ricasoli, che pure non riteneva necessario il plebiscito per constatare la volontà di unirsi all'Italia dei veneti, non ebbe esitazioni n eli'affermare che esso rappresentava la base del diritto pubblico nazionale e la legittimità della monarchia, e dunque le popolazioni venete non potevano sottrarsi al principio che aveva improntato tutte le annessioni precedenti.51) Il 13 ottobre Ricasoli dirigeva una nota ai commissari regi nella quale indicava le modalità sull'esecuzione del plebiscito e ne stabiliva la data per il 21-22 ottobre; il 14 ottobre il commissario di Belluno indirizzava una circolare alle rappresentanze comunali della provincia nella quale faceva appello al patriottismo ed alla intelligente solerzia di quegli amministratori per far sì che le popolazioni fossero pronte nei termini fissati a porgere il voto da cui hanno a dipendere le sorti avvenire del proprio paese.52) Zanardelli evitò di intervenire direttamente o comunque di condizionare la votazione con pesanti pressioni od interferenze; furono piuttosto i gruppi sociali ed economici dominanti, con in prima linea i possidenti nobili liberal-moderati, affiancati da gran parte del clero locale soprattutto i parroci , a montare una sorta di campagna elettorale fatta di volantini anonimi e di prediche
39 L. BRIGUGLIO, op. cit., p. Ili; cfr. dello stesso autore, Lo spirito religioso nel Veneto durante la terza dominazione austriaca {fortuna di Ernesto Renan), in Rassegna storica del Risorgimento, a. XLI1, fase. I, gennaio-marzo 1955, pp. 22-57, e Questione Romana e Clero Veneto, in Ateneo Veneto, a. CLI, voi. 144, tì 1, gennaio-giugno 1960, pp. 1-13.
SD La Lombardia non vi fu chiamata nel 1859 ma lo aveva compiuto nel 1848. Non cosi la Venezia, che aveva potuto farlo solo parzialmente; quindi un motivo onesto per farlo adesso. Ciò per il passato: che se ci volgiamo all'avvenire forse il precedente non è senza vantaggio per noi che abbiamo ancora terre italiane da recuperare ; Ricasoli a Mordini, Rrenze 11 settembre 1866, in CU archivi dei regi commissari, cit., voi. II, p. 88. Cfr. anche CARLO GIIISALHERTI, Aspetti di vita pubblica ed amministrativa nel Veneto Intorno al 1866, Vicenza, 1969, pp. 35-37.
53 Archivio dì Stato di Belluno, carte del commissario del re 1866, busta 3, censo e comuni.