Rassegna storica del Risorgimento

BELLUNO AMMINISTRAZIONE 1866; MORDINI ANTONIO; VICENZA AMMINIST
anno <1988>   pagina <337>
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Zanardelli commissario a Belluno nel 1866
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merita un accenno particolare perché in esso Zanardelli profuse un'energia davvero non comune. Oltre ad impegnarsi attivamente per far applicare le disposizioni contenute nel R.D. 1 agosto '66 n 3138 sull'ispezione e la vigilanza dell'istruzione primaria (con esso veniva sottratto agli ispettori diocesani e agli ispettori ecclesiastici provinciali il monopolio delle visite periodiche nelle scuole elementari), egli si occupò con grande determina­zione per laicizzare l'istruzione secondaria, che sia a Belluno che a Feltre era totalmente in mano al clero; gli unici istituti esistenti erano i seminari vescovili delle due cittadine. Zanardelli dovette soffrire del tacito boicottaggio del ministro della pubblica Istruzione Domenico Berti alla sua iniziativa di istituire un ginnasio-liceo dello Stato nel capoluogo, e per questo fu costretto a minacciare le dimissioni;61> tuttavìa alla fine ottenne soddisfazione alle sue richieste che furono sostenute da un'eccezionale campagna di stampa del Diritto, ed oltre al liceo statale Belluno ottenne la creazione di un istituto tecnico. ffl> Il commissario del re si interessò anche dell'istituzione di scuole serali e festive per gli adulti e di scuole riservate all'istruzione femminile, e si dedicò con particolare attenzione al miglioramento dello stato del personale insegnante.63)
In sostanza dunque, anche se si trovò ad operare in un contesto assai difficile e delicato, Zanardelli assolse egregiamente il compito di provvedere al passaggio dal dominio austriaco all'amministrazione italiana della pro­vincia di Belluno, impegnandosi attivamente affinché quella transizione riu­scisse senza scosse violente in ogni settore della vita pubblica; egli si attenne con diligenza alla politica di conciliazione che il governo di Firenze si era proposto di attuare nel Veneto sin dal luglio del '66. D'altro canto il commissariato regio di Belluno rappresentò per il bresciano il primo incarico di un certo prestigio ed insieme di grande responsabilità in una carriera politica che sarebbe poi giunta al suo apice con la Presidenza del Consiglio dei ministri nel 1901, e certamente quell'esperienza, importante sia dal lato delle conoscenze tecnico-amministrative che da quello dei rapporti tra Stato e società civile, contribuì a fare di lui uno degli uomini più capaci e pre­parati della Sinistra italiana.
SERGIO TERESI
61) Eppure il crederesti? scriveva il bresciano a Sella il 7 ottobre '66 . Sebbene non v'abbia qui un ginnasio liceale dello Stato ma l'istruzione secondaria classica sia data anche ai laici esclusivamente dai preti, pure avendo io chiesto che tale sconcio venga fatto cessare, padre Berti non vuol saperne, dicendo che, siccome l'istruzione secondaria deve passare alle Provincie, non conviene stabilire istituti governativi! [...] e padre Berti ha tali fisime! È degno della sua fama. Bisognerebbe proprio esser 11 colle proprie dimissioni in mano ; in Epistolario di Q. Sella, eh., pp. 182-183.
62) L'istruzione pubblica senti il soffio fecondo di tempi liberi. [...] Belluno saluta il sorgere di un istituto da tanti anni invocato e che'solo un governo libero e l'opera assidua e potente del suo commissario potevano dare [...] Vedremo aperto un ginnasio liceale in cui non più una pedanteria ascetica, ma una vera istruzione di tempi migliorati sarà impartita, e centinaia di famiglie ohe dovrebbero mandare i loro figli al seminario benedicono al nuovo regime ed al commissario Zanardelli, che con quell'in teli igenza ed amore per questo paese che formano il prestigio della sua autorità, seppe schiudere un'era novella di libertà e di progresso ; il Diritto del 7 dicembre 1866, corrispondenza da Belluno.
63} Cfr. la circolare del 5 dicembre '66 diretta alle giunte municipali ed ai commissari distrettuali, in ÀJSJB., carte Zanardelli, busta 181.