Rassegna storica del Risorgimento
AGRO ROMANO BONIFICA; BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884-1956
anno
<
1988
>
pagina
<
344
>
344
Paolo Ruggeri Laderchi
Si è proceduto tra l'altro al disseppellimento di una mole notevolissima di materiale attinente a ciò che viene definito archivio-museo spontaneo di famiglia, fatto di documenti, fotografìe, oggetti, attrezzi di lavoro, oltre che di memoria individuale e collettiva. In tre anni il materiale di prima mano ha prodotto una documentazione che è stata raccolta e classificata in un Archivio audiovisivo di storia del territorio.
Molto spesso il documento fotografico di un singolo personaggio non è stato rintracciato nell'ambito del suo nucleo familiare bensì in un altro nucleo con il quale non esistevano particolari rapporti di parentela o di conoscenza. Ciò è dovuto all'abbandono forzato da parte degli abitanti di Ostia delle proprie case in seguito all'armistizio dell'8 settembre (sfollamento durato fino al giugno '44). Al loro ritorno molte famiglie trovarono che molti oggetti di proprietà si erano trasferiti in altra residenza, a causa dell'azione delle forze occupanti, degli immancabili sciacalli e dei ritrovamenti in buona fede. Si calcola che l'evento bellico mondiale sia stato fatale a una quantità di memoria che si può stimare in circa il 50 del totale.
Gli archivi delle famiglie nobiliari che avevano possedimenti in loco (Aldobrandini e Chigi) e gli archivi dei primi ambulanti o dei negozi di fotografia della zona sono stati altre fonti rimarchevoli di memoria documentaria.
La ricerca sul campo ha sviluppato un iter conoscitivo che ha permesso di coniugare i due tipi di ricerca (storia orale e cultura materiale) fino a configurare un nuovo modello di indagine ad ampio spettro basato sul criterio della generatività reciproca. Il materiale audiovisivo raccolto è stato utilizzato per la realizzazione di un programma seriale nel quale si ricostruisce l'esperienza dei romagnoli a Ostia dal suo nascere fino al dopoguerra.
Quale è stata l'identità culturale dei pionieri, secondo la ricerca, soprattutto in rapporto alle realtà preesistenti sul territorio bonificato, con riferimento a esperienze storicamente omologhe come le colonie utopiste e sperimentali della seconda metà del secolo scorso? Come vivono oggi l'impresa i loro discendenti?
A questi quesiti hanno risposto con contributi autonomi Vito Lattanzi, per la parte storico-antropologica e Paolo Isaja autore del film La palude da vincere per la parte della storia orale, corredata da una estesa documentazione fotografica per il periodo 1884-1984.
'Ricordano i ricercatori che la crisi agricola del 1880 aveva notevolmente ridotto la mezzadria e gettato nel bracciantato molti contadini. Sradicato dal mondo mezzadrile, il bracciante diviene il protagonista di una rottura nei confronti delle tradizioni rurali, da cui si rivela progressivamente tagliato fuori. Il rigido regime di vita, caratteristico della famiglia colonica, fondato su compatte e funzionali relazioni di parentèla, si spezza. Il collettivismo propugnato dagli organismi associativi proliferati in ambiente urbano sotto la spinta dei primo socialismo vengono a sostituire l'unità consolidata delle famiglie mezzadrili.
L'osteria (ove gli abitanti del territorio esprimono i tratti culturali della propria presenza storica) e il gioco delle carte, interdetto nell'etica contadina, acquistano un valore culturale senza precedenti.
Complessivamente, due caratteri appaiono evidenti. Il primo, riguarda