Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO BONIFICA; BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884-1956
anno <1988>   pagina <354>
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354 Libri e periodici
Le caratteristiche religiose di Novoli non differiscono gran che dagli altri minori centri coevi del regno di Napoli: abbondanza di preti e di chiese conventuali, secolari e private. 1 Parlamenti, organo di espressione politica del popolo, erano di fatto strumenti del barone, finalizzati ad un'incessante ricerca di denaro richièsto dal Fisco regio e feudale.
Al termine dell'interessante lavoro svolto con stile asciutto ed alieno da retorica Mazzotta allega come appendice gli elenchi delle guide spirituali e politiche del paese nei secoli in esame, nonché un elenco di agnomi delle famiglie novolesi, utile per gli studiosi di linguistica.
FLORIANO BOCCINI
Profili di storia veneta. Secc. XVIII-XX, a cura di UMBERTO CORSINI (Università degli
Studi, Ca' Foscari, Venezia. Facoltà di Lingue e letterature straniere. Seminario di
storia); Venezia, Università, 1985, in 8, pp. 225. Edizione fuori commercio in memoria di Renato Giusti.
11 Seminario di storia della facoltà veneziana di Lingue, oggi confluito nel Dipar­timento di studi storici dell'Università Ca' Foscari, con i contributi di colleghi, ha presentato la Miscellanea in memoria di Renato Giusti, per tanti anni attivissimo collaboratore della Rassegna storica del Risorgimento. I temi prendono in esame argomenti dal XVIII al XX secolo ma hanno un punto di riferimento organico, quello territoriale, quello stesso ambito, a cui Renato Giusti ha dedicato, fra i suoi, tanti e pregevoli lavori.
Primo in ordine cronologico è il contributo di Giovanni Stiffoni (Venezia e Spagna a confronto nei dispacci diplomatici di Leopoldo de Gregorio marchese di Squillacé), il quale prende in esame i sei anni di esilio del ministro delle finanze di Carlo 111, destinato, dopo la sommossa aristocratico-popolare del 1766, alla sede veneziana, una sede che voleva significare sostanziale accantonamento e dura emarginazione. Venezia era troppo lontana dalle capitali straniere, che contavano e nelle quali si decideva l'alta politica del Continente e del mondo. Squillacé, sin dai primi giorni del soggiorno, individua i nodi salienti della politica veneziana: il primo interno e il secondo esterno, internazionale. Si accorge, infatti, dell'enormità della crisi economica di fondo della società e dello Stato. Da osservatore neutrale rileva la situazione, che vede crescere il distacco verso i responsabili della cosa pubblica, incapaci di affrontare i punti politico-istituzionali cruciali, quei punti che renderanno il tramonto presto irreversibile e fatale.
Il tentativo di riforma del sistema daziario e doganale, avviato nel 1775 sotto lo stimolo di Andrea Tron, è studiato da Paolo Ulvioni {Politica e riforme a Venezia nel secondo Settecento. Il Piano daziale*). In quegli anni e già in un periodo precedente era apparsa evidente la necessità di una revisione di fronte alla crescente potenza dei forti rivali e al progressivo accerchiamento geografico compiuto dall'Impero asburgico. Era la situazione in questo settore l'ennesima prova della crisi dello Stato e le misure, studiate con una faticosa elaborazione e con sofferte discussioni, non recarono l'auspicata meta­morfosi.
Gianfranco Giraudo dedica la propria fatica alla traduzione veneziana della Istorila gosudarstva rossijskogo di Alexander Karamzin, curata da Gianantonio Moschi ni. Siamo nella stessa fase storica, alla quale hanno guardato i contributi di Stiffoni e di Ulvioni, la fase della caduta definitiva e senza ritorno.
Molto breve ma denso d! implicazioni risulta il saggio di Giovanni Pillinini (17 Con­gresso di Vienna e gli accorpamenti territoriali in Italia). Riprendendo le considerazioni di Michele Rosi e di Guido Gigli, Pillinini ne sottolinea l'originalità nel quadro di una interpretazione generalmente negativa delle conclusioni del Congresso di Vienna. L'accor­pamento è vero urtò le suscettibilità municipalistiche o regionali ma alla lunga e involontariamente preparò all'unificazione, attraverso la fusione di aree da secoli separate o addirittura contrapposte.
Noe! Blakiston, nella relazione presentata al XL1I1 Congresso nazionale del nostro