Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO BONIFICA; BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884-1956
anno <1988>   pagina <355>
immagine non disponibile

Libri e periodici
Istituto, ha ricordato che la soluzione della questione veneta senza U pagamento di .nessun prezzo alia Francia, se non quello di accettare la favola della mediazione francese, era certamente ben accetta in Inghilterra, per quanto il modo non fosse giudicato edificante in Parlamento e molte voci si levassero a rimpiangere la perdita del Quadrilatero da parte dell'Austria.) Neu-ultimo saggio, che riguarda l'ambito cronologico della rivista, Umberto Corsini torna a studiare, anche alla luce di nuove acquisizioni documentarie, il Memorandum reaatto da William hwart Gladstone, all'indomani dell'incontro con Pio XX, avvenuto il 22 ottobre 18bb. il problema è deimito, ora restano sul tappeto, concrete, tangibili e preoccupanti, le prospettive per il futuro del Regno d'Italia con una questione preminente, quella romana .
11 colloquio, lungamente e accortamente preparato, è approfondito e il resoconto, pur nei logici limiti delle valutazioni del responsabile, consente di porre due punti fermi, sui quali Corsini riflette e si sofferma. li pontefice, accantonati i progetti federalistici giobertiani, considerando condizionante il problema di Roma, sembra avviato ad ammettere la tendenza generale ed efficace dei tempi nostri verso i Governi rappresentativi . Pio IX, poi, non sottovaluta i pericoli del tradizionale regionalismo italiano, che si mostreranno nella loro intierezza e che tanto graveranno sul cammino del nuovo Stato.
VINCENZO G. PACIFICI
GEMMA ROSARIA SCARPONI, 11 Conservatorio delle orfane di Senigallia 1781-1900. Vita nella Istituzione e realtà istituzionale, presentazione di RAFFAELE MOLINELLI; Ancona, Tip. Aniballi, 1986, in 8, pp. 267. S.p.
Sulla scorta di una ricca ed inedita documentazione, l'autrice ricostruisce in questo volume le vicende storico-istituzionali dei Conservatorio delle orfane di Senigallia, offrendo il proprio contributo agli studi sui problemi dell'istruzione e dell'educazione femminili nell'Ottocento.
L'Istituto rientra tra quelle istituzioni assistenziali volute dallo Stato Pontificio per il recupero dell'infanzia abbandonata o indigente e nasce per accogliere e tutelare le fanciulle rimaste orfane, di uno o di entrambi i genitori, e prive di mezzi di sussistenza. La mancanza di istituzioni scolastiche adeguate tuttavia, rende più complessa la funzione sociale assolta dall'Istituto, che durante tutto l'Ottocento funge altresì da educandato per le figlie della nobiltà e della ricca borghesia cittadina.
Depositario e custode di una cultura che vuole la donna schiva e sottomessa, assidua alla preghiera, solerte e abile nei lavori femminili, l'Istituto vive in rapporto dialettico con la realtà che lo circonda: la realtà di una società in evoluzione, che anche sul piano culturale e dell'istruzione percepisce come limitanti gli stereotipi proposti dalla tradizione e consacrati dalla religione. Le vicende dell'Istituto seguono da presso le trasfor­mazioni storiche, politiche e culturali della società e dello Stato, divenendo di queste un interessante tornasole, e mostrano quali difficoltà e perplessità abbiano accompagnato l'affermarsi dei moderni principi in materia di Istruzione e di istituzioni scolastiche.
ANTONELLA BURATTA
i) N. BLAKISTON, L'opinione pubblica inglese e la questione italiana dal 1859 al 1866, In Atti del XLlll Congresso di storia del Risorgimento italiano (Venezia, 2-5 ottobre 1966) (La questione veneta e la crisi italiana del 1866), Roma, 1968, p. 206.
355