Rassegna storica del Risorgimento
AGRO ROMANO BONIFICA; BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884-1956
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356 Libri e periodici
AA.W,, La Chiesa veneziana dal tramonto della Serenissima al 1848; Venezia, Edizioni Studìum Cattolico Veneziano, 1986, in 8, pp. 215. L. 24.000.
È questo il settimo (ma il primo sinora apparso) di una serie di dieci volumi con cui lo Studìum Cattolico Veneziano si propone di ricostruire la storia della Chiesa di Venezia dalle origini al Concilio Vaticano II. Il piano è ambizioso, ma, a giudicare da questa prima prova, è lecito pensare che l'opera nel suo complesso non mancherà il traguardo che gli organizzatori si sono prefissi di raggiungere. 11 volume in questione abbraccia il periodo che va dagli ultimi decenni di vita della vecchia repubblica al biennio rivoluzionario, attraverso l'esperienza napoleonica e quella della Restaurazione,
Dopo una breve presentazione della curatrice, Maria Leonardi, Silvio Tramontin traccia (pp. 11-23) un panorama del periodo, utile al lettore per orientarsi nelle travagliate vicende di quegli anni. Seguono i veri e propri studi. Achille Olivieri (pp. 25-59) esamina i rapporti fra cultura e attività pastorale nel secondo Settecento, al tempo dei patriarchi Bragadin e Giovanelli, in cui, accanto al superstite giurisdizionalismo della Serenissima, si nota la presenza di fermenti innovatori, particolarmente in alcune iniziative del Giovanelli.
Sulle trasformazioni subite dalla Chiesa veneziana nell'età napoleonica si sofferma invece Giandomenico Romanelli (pp. 61-78), il quale osserva che, se da un lato esse influirono non sempre positivamente sulla realtà ecclesiale, dall'altro contribuirono a renderne meno obsoleto l'apparato.
Alla Chiesa veneziana del periodo della Restaurazione è dedicato il saggio di Bruno Bertoli (pp. 79-109), nel quale vengono presi in esame alcuni aspetti della vita spirituale di quegli anni, quando occuparono il seggio patriarcale uomini come Giovanni Ladislao Pyrker e Jacopo Monico, preoccupati in varia misura di attuare una linea pastorale che, di fronte al giusnaturalismo perseguito dall'Austria, si collocasse nella giusta posizione fra le esigenze di una religiosità più fortemente sentita e le aspettative di ima pietà popolare, legata a forme di culto e a pratiche di impronta tradizionale. Il contributo di Silvio Tramontin (pp. 111-135) analizza il comportamento del patriarca Monico e del clero veneziano durante il biennio rivoluzionario. Argomento delicato e piuttosto difficile da trattare. È infatti arduo definire la figura del Monico, combattuto fra l'esigenza di non abbandonare il suo popolo, che aveva inequivocabilmente manifestato sentimenti di libertà, e la sua personale propensione per una società gerarchizzata, rispettosa dell'autorità e garante dei valori religiosi; come d'altra parte non è facile giudicare il comportamento di molti religiosi che dettero aperto e spesso appassionato appoggio al moto quarantottesco. Mi pare che il Tramontin abbia trattato con abilità l'argomento, mettendo in evidenza il dramma vissuto da un'istituzione la Chiesa appunto , il cui compito non era certo quello di appoggiare uno schieramento piuttosto che un altro, quanto garantire la continuità della missione pastorale.
Antonio Niero ci offre una rapida carrellata sulla pittura di argomento sacro a Venezia nel primo Ottocento (pp. 177-191), ponendo in risalto le opere di artisti poco noti, quali Lattanzio Querena, Teodoro Matteini, Sebastiano Santi e Anna Maria Marovich. Non si tratta certo di una grande pittura, come del resto ammette lo stesso Niero, ma essa è pur sempre importante come testimonianza di un gusto che si era imposto durante la Restaurazione.
Completano il quadro della vita spirituale di quegli anni due saggi sulle scuole di carità: uno di Orfeo Mason sull'Istituto dei fratelli Cavanis (pp. 137-158), l'altro di Gianluigi Andolfo sulla scuola dei Canossiani (pp. 159*175).
Tutti questi lavori sono il risultato di ricerche originali e dimostrano la competenza degli autori e la loro familiarità con le fonti e la bibliografia. L'immagine che ne risulta è quella di una Chiesa rimasta fondamentalmente salda nonostante il variare dei regimi. L'unico vero problema fu costantemente quello dei rapporti con lo Stato, fosse esso quello giurisdizionalistico della repubblica aristocratica, quello riformatore del periodo napoleonico o quello paternalistico degli Asburgo. Nonostante le crisi e 1 ridimensionamenti la Chiesa veneziana restò negli anni che precedettero e accompagnarono il formarsi del movimento