Rassegna storica del Risorgimento
AGRO ROMANO BONIFICA; BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884-1956
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Libri e periodici
venze reciproche, in attesa di una soluzione che non poteva non identificarsi con quella delle armi.
A questo proposito è opportunissimo, ed avrebbe meritato ulteriore approfondimento, il ritratto che l'A. traccia del Reinhard, ambasciatore a Firenze dal giugno 1797, quindi commissario politico del Direttorio in Toscana, infine ministro degli Esteri defenestrato dal Bonaparte del 18 brumaio, un uomo di Talleyrand che è indubbiamente al centro del riflusso di cui si parlava poc'anzi, e lo sa controllare con estrema sagacia.
Giacobinismo maestoso , dunque, quello toscano, che si sviluppava senza che quasi il popolo se ne avveda , come notavano con compiacimento anche gli ambienti più moderati, e perciò tale da poter inglobare e giustificare un giornalismo le cui non trascurabili novità tecniche, puntualmente segnalate e commentate dall'A., non erano certo sufficienti a bilanciare l'assenza delle principali tematiche rivoluzionarie, dalla pubblica istruzione al movimento unitario nazionale ed ai rapporti fra democrazia e cristianesimo, secondo gli esempi ben noti di Milano e di Napoli.
Il Democratico, settimanale diretto da Paolo Leoni, parla bensì della difesa dalla religione affidata alle armi repubblicane, ma nell'ambito dell'equivoco compromesso di cui s'è fatta menzione, all'ombra di una savia e moderata libertà nei cui confronti persino Pietro Leopoldo può passare per sovversivo, a non parlare degli insorgenti aretini bollati quali terroristi (gli ultragiacobini, si sarebbe tentati di dire!), con Montesquieu a significativo ispiratore di tutta una determinata filosofìa politica, che trova nel vincolismo economico uno dei suoi risultati più caratteristici (e, nella circostanza, tutt'altro che conservatore tout court, come confermano il malessere popolare, le disavventure del Gianni e l'atteggiamento del Miollis a Livorno).
Il Club Patriottico è viceversa un quotidiano schematicamente ed esteriormente senz'altro giacobino, nella sua ambizione di catechizzare il popolo tra l'altro con cerimoniali di feste seguiti e descritti con minuzia, nel nesso istituito fra la proprietà e la sua difesa ad opera dela guardia nazionale, fino peraltro ad un sostanziale disimpegno sui problemi economici e sociali in genere, prodromo déìl'effacement del giornale già assai prima della catastrofe militare.
Fino all'immediata vigilia di quest'ultima, invece, proseguiva le sue pubblicazioni II Monitore Fiorentino, il cui direttore Carlo Mengoni, già segretario di Scipione de' Ricci e tuttora suo torbido collaboratore, è certamente la figura di maggior spicco in mezzo a questo mediocre giornalismo, insieme con l'editore Filippo Stecchi, entrambi non a caso travolti ed emarginati non soltanto dalla valanga sanfedista ma anche e soprattutto dalla restaurazione napoleonica.
L'atmosfera clubista della Società Patriottica, con Filippo Pananti quale inesauribile protagonista, il neoleopoldismo, l'intransigenza sul libero scambio, la polemica contro le insegne gentilizie e l'antisemitismo, il tentativo di Pananti e dei radicali , bruscamente troncato dalle autorità militari, di colloquiare con gli insorgenti del viva Maria!, l'attenzione alle riflessioni dì Mazzei sul pauperismo, la linea severa ma articolata assunta nei confronti del clero, tutto ciò identifica nel Monitore forse il risultato più interessante del trimestre rivoluzionario a Firenze, una nascita spontanea, una sostanziale autonomia programmatica e finanziaria, che giustificano, almeno fino ad un certo punto anche sulle rive dell'Arno, le parole di Delio Cantimori sulla pubblicistica repubblicana esplosa nell'irripetibile primavera del 1799, e con le quali l'A. chiude opportunamente la sua fatica.
RAFFAELE COLAPIBTRA
Trasformazioni delle società rurali nei paesi dell'Europa occidentale e mediterranea {secolo XIX-XX) Bilancio degli studi e prospettive di ricerca, Atti del Congresso interna' zionale svoltosi a Napoli e Sorrento dal 25 al 28 ottobre 1982, a cura di PASQUALE VILLANI (Università degli Studi di Napoli, Centro studi per la storia comparata delle società rurali in età contemporanea); Napoli, Guida 1986, in 8, pp. xvi-444. L. 30.000.
Per una singolare quanto istruttiva coincidenza il forte ritardo nella pubblicazione