Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO BONIFICA; BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884-1956
anno <1988>   pagina <362>
immagine non disponibile

362 Libri e periodici
potrebbe quindi costituire il tema per un prossimo convegno, la Sinistra come riconversione alla terra e strumentalizzazione delle autonomie locali, convegno a cui la valle del Liri si è preparata con un metodo agguerrito e con risultati largamente encomiabili.
RAFFAELE COLAPIETRA
Le donne a scuola. L'educazione femminile nell'Italia dell'Ottocento, Mostra documentaria e iconografica, 14 febbraio-26 aprile 1987. Palazzo Pubblico di Siena, Magazzini del sale; Firenze, Tip. Il Sedicesimo , 1987, in 8, pp. 199. S.p.
Misurarsi con il tema, ancora in gran parte sconosciuto, dell'educazione femminile consente di analizzare da una prospettiva nuova le debolezze e le contraddizioni della società civile, la forza di inerzia di consolidati modelli e di profonde sacche di arretratezza, il faticoso prendere forma di mutamenti nella società, nella famiglia e nel costume in un periodo cruciale della storia d'Italia, quando la formazione dello Stato nazionale e più tardi l'avvio dell'industrializzazione innescano un significativo e in gran parte contrad­dittorio processo di modernizzazione, che solo con lentezza riesce a toccare la periferia, le classi subalterne e le donne (p. 8).
Queste parole illustrano bene la complessità del tema affrontato nella mostra senese su Le donne a scuola , organizzata in concomitanza con un congresso sulla storia del­l'educazione femminile nell'Italia dell'Ottocento svoltosi nella Facoltà di Lettere dell'Univer­sità di Siena nel marzo 1987. Se la mostra, frutto di lunghe e pazienti ricerche, era icono­graficamente bella da fruire visivamente, il catalogo si presenta molto interessante e ben fatto. Ogni sezione della mostra è preceduta da una introduzione critica che imposta l'argomento trattato e ampie schede accompagnano molti dei pezzi presentati in catalogo. Testi manoscritti, regolamenti, lettere, manufatti, volumi a stampa vengono così illustrati, spiegati, commentati.
Nell'introduzione la curatrice, Ilaria Porciani, sottolinea il difficile cammino che, lungo il secolo, ha trasformato la tradizionale educazione informale delle giovani donne allevate in casa o in convento alla preghiera e al lavoro, in istruzione istituzionalizzata e finalizzata anche allo svolgimento di una attività professionale. Lo spartiacque tra queste due così diverse visioni del ruolo femminile nella società è rappresentato dalla nascita dello Stato unitario, ma si deve alla crescita del movimento liberale l'aver posto il problema del­l'istruzione della donna. Non è un caso se, anche in questo settore, fu il modello piemontese quello che, sia pur faticosamente, si estese progressivamente a tutta la penisola.
Il catalogo si apre con una sezione (curata da Ilaria Porciani) dedicata al dibattito sull'educazione delle donne: dagli scritti di Rousseau sulla donna educatrice dell'infanzia a quelli di M.me Campan, da quelli di Anna Maria Mozzoni a quelli di Rosa Piazza.
Nell'Italia dell'Ottocento ad un basso livello di scolarizzazione maschile corrispon­deva una ancora più lenta diffusione dell'alfabeto tra le donne. La donna andava educata alla modestia, alla sottomissione, alla devozione, alla pudicizia. Che occorresse contrapporre i benefici dell'educazione ai rischi dell'istruzione è un concetto che ritorna frequen­temente negli scritti degli educatori, nei discorsi delle autorità scolastiche, nei programmi scolastici, nei libri di testo per le scuole elementari (p. 53). Diversi erano infatti i modelli educativi che si contrapponevano. Allo scontro fra la preponderante influenza della educa­zione religiosa opposta alla educazione laica corrispondeva poi, all'interno di quest'ultima, il contenzioso fra i modelli pedagogici toscano, lombardo e piemontese. Soltanto nel 1877 con la legge Coppino, scrive Valter Monastra nella sezione dedicata a La conquista del­l'alfabeto , si riuscì a limitare, in parte, i singoli poteri locali sul moiftio della scuola (p. 53).
Ampio spazio è dedicato alla fortunata formula del collegio-convitto per signorine (a cura di Silvia Franchini) e alla difficoltà che lo Stato unitario incontrò nell'innovare l'educazione che vi si Impartiva. Negli educatori e conservatori annessi ai conventi le