Rassegna storica del Risorgimento
AGRO ROMANO BONIFICA; BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884-1956
anno
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1988
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pagina
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367
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Libri e periodici
aveva affidato essenzialmente il compito, come osserva Alberto M. Arpino nella Prefazione, dì garantire l'ordinato sviluppo dei Paese da ogni turbamento interno o esterno; in questa ottica si spiega la decisa e severa repressione del 1833 nei confronti dei militari compromessi nelle cospirazioni mazziniane di quell'anno.
Le tavole uniformologiche di questo volume sono di Massimo Brandani, un nome ben noto e stimato dagli uniformologi. Brandani non ha bisogno di essere presentato ma è doveroso rivolgergli il più vivo compiacimento per la precisione e l'eleganza delle sue tavole. Ogni montura è illustrata anche nei minuti particolari, spesso più importanti di quanto non si creda; divise splendide e decorative come quella della Cavalleria o dei Carabinieri, ma anche altre meno appariscenti, come quelle dei prevosti e degli arcieri , che pur erano personaggi di qualche rilievo nella vita del reggimento. Tutto il mondo militare albertino rivive così sotto i nòstri occhi nelle forme più suggestive.
Con questi suoi due volumi Stefano Ales ha dato un notevolissimo contributo agli studi sulla storia militare dell'Italia pre-unitaria. La nostra speranza è che egli ed i suoi valentissimi collaboratori continuino sulla via intrapresa per darci volumi del pari ottimi sugli eserciti delle guerre di indipendenza, et ultra.
MARZIANO BRIGNOLI
ERNESTO SESTAN, La Firenze di Vieusseux e di Capponi, a cura di G. SPADOLINI; Firenze, Olschki, L986, in 8, pp. xiv-225. L. 30.000.
Sestan è morto come era vissuto. In punta di piedi. Senza neanche che i discepoli e gli amici lo sapessero. È stata una vita di integrale devozione agli studi , afferma Spadolini nella prefazione a questo volume, che raccoglie sette saggi scritti dallo storico trentino tra la seconda guerra mondiale e gli ultimi anni della sua attività (Gian Pietro Vieusseux, Lo stato maggiore del primo Archivio storico italiano (1841-1847), Gino Capponi storico, Gino Capponi storico e cittadino, Don Abbondio in soglio: il Granduca Leopoldo 11, La Destra toscana, Ricasoli e Brolio).
Il tema che unifica le varie ricerche è la descrizione di un'esperienza intellettuale e politica fondamentale per il nostro Risorgimento, quella dei liberali moderati fiorentini. Ma nella raccolta c'è, a nostro avviso, molto di più. Gli attuali metodi della storiografia inglobano nell'indagine categorie tratte dall'antropologia, dalla sociologia, dall'economia, dalla geografia. Esse permettono di ampliare enormemente il raggio dello studio, poiché investono i grandi problemi presenti in ogni cultura: famiglia, religione, modi di produzione, rapporto col territorio. Il fare storia di Sestan era, evidentemente, tutt'altra cosa. I molti modernissimi interpreti non lo convinsero mai appieno, anche se apprezzava i loro contributi, come del resto dimostra l'incoraggiamento e l'aiuto sempre dato ai giovani. Che tipo di Storia era, dunque, quella di Sestan e che cosa può insegnarci ancora? Egli proveniva dalla scuola economico-giuridica di Salvemini e di Volpe, ma, a ben guardare, i saggi qui riproposti poco hanno di economico e di giuridico. Si tratta, piuttosto, di acute indagini psicologiche su una serie di personaggi, mediante cui, pur ignorando di fatto i fenomeni strutturali , Sestan riesce a cogliere le pieghe, le sottigliezze, le contraddizioni di un mondo. Tipico di tale atteggiamento è l'inizio della relazione letta al Convegno internazionale di studi ricasoli.'mi (1980): Il rapporto Ricasoli-Brolio ha un suo interesse storico nel quadro della storia dell'agricoltura toscana a metà '800, però aggiunge subito Sestan Non parlerò del Ricasoli agricoltore, ma di Ricasoli e Brolio in quanto Brolio è stato il teatro nel quale Ricasoli ha manifestato apertamente e più profondamente le pieghe anche più riposte dell'animo suo (p, 181). Questo interessava in realtà a Sestan: indagare sulla personalità morale dei protagonisti, su come le loro scelte etiche si riflettessero nell'azione politica. Spesso, perciò, le pagine di Sestan oltrepassano, per così dire, la storia e si trasformano in letteratura vera. Nella memoria del lettore restano le descrizioni, un po' ironiche, un po' malinconiche, della Toscanina della Restaurazione, mondo di noia, molta noia, ostentata o realmente patita, ma senza troppa intima sofferenza,