Rassegna storica del Risorgimento
AGRO ROMANO BONIFICA; BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884-1956
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368 Libri e periodici
come un male inevitabile [...] ad ogni modo un male men grande del dover far qualche cosa (p. 100). E quel governo granducale mite per inerzia e scettico, di vecchi, che non si rinnovava mai; uno stuolo di burocrati maggiori e minori, retto, meschino, senza grandi vizi, senza grandi virtù (p. 104). In questa nebbia sono immerse le perplesse figure di Leopoldo 11 anacronistico illuminista, candido prosastico, e senza vanità, sperduto nel romantico Ottocento (p. 153), di Gino Capponi, il massimo rappresentante del cattolicesimo liberale fiorentino, discendente di una delle famiglie patrizie più reputate della città, perennemente insoddisfatto di sé e delle sue realizzazioni. Ma sul piccolo orizzonte si stagliano anche personalità più rilevate: Gian Pietro Vieusseux, infaticabile editore di pubblicazioni periodiche, dall'Antologia all'Archivio storico al Giornale agrario ed animatore per un quarantennio della vita culturale non solo fiorentina; Bettino Ricasoli, la cui forza ferrea della volontà non fa coppia con nessuno dei contemporanei toscani (p. 187); i pragmatici ed esperti consorti provenienti dall'aristocrazia, dalla finanza, dalle professioni liberali.
In ogni saggio si avverte quel gusto di raccontare, quella goethiana Lust zu fabulieren in cui il piacere dell'autore si comunica al lettore, che fa di Sestan un maestro della narrazione storica. In questo libro, nota Spadolini, c'è anche il ritratto dell'Italia culturale di ima volta. Sestan arrivò all'università abbastanza tardi, sulla soglia dei cinquant'anni, dopo una lunga carriera come professore di liceo (e non ci dilunghiamo qui sulle sue altre numerose attività, quale, ad esempio, quella di direttore dell'Archivio storico italiano). Crediamo, appunto, che proprio la lunga pratica di Sestan con i giovani studenti possa aver contribuito a sviluppare quella sua capacità di far capire coinvolgendo, facendo cioè diventare il lettore o l'ascoltatore partecipe, al di là degli schemi astratti, di un ambiente storico.
Sestan riconosceva, senza dubbio, la necessità di un certo tipo di ricerca. Dichiarava, al riguardo, nella relazione tenuta al Convegno sulla Destra toscana (1961): Il quadro [...] sarebbe completo solo se si potesse estenderlo alle amministrazioni provinciali e comunali, alle Opere pie, alle camere di commercio, all'apparato burocratico, alle aziende economiche più. importanti, quali quelle ferroviarie e bancarie (p. 171). Questo genere di approfondimento, nei primi anni Sessanta, era appena agli inizi. Oggi ha fatto grandi passi avanti. Eppure i saggi di Sestan restano attuali, sono ima premessa necessaria, perché certo con la psicologia non si spiega nessun grande fatto storico, nessuna grande figura storica [...] ma è un elemento che concorre con altri, irresistìbili (p. 211). Memorabili, in proposito, le pagine sulla concezione della proprietà del barone Ricasoli, con quelle puntuali e fulminanti citazioni dai Carteggi, che molto rivelano circa il problema della lotta di classe nelle campagne: Io non mi piglio a male che i contadini dicano che io voglio tutto quello che mi appartiene: Io voglio tutto. Se non me lo danno peggio per loro. Mi ho male però se dicono che io voglio di ciò che è loro, perché è falso. Se potrò scoprire chi profferisce queste cose, io Io forzerò a dir cosa io abbia del suo, e se non lo dirà, lo licenzierò vergognosamente <p. 202). Da ricordare, poi, le pacate riflessioni sui consorti toscani, in cui emerge indirettamente una visione politica cara all'autore: Il loro titolo di nobiltà consistè nelTesser stati liberali sul serio, nel non aver mai o quasi mai ceduto alla tentazione [...] di reprimere la libertà nella legge, nemmeno quando essa manifestamente lavorava a favore di altre umane libertà, che essi, nei loro limiti, non potevano accettare e nemmeno capire (p. 178).
C'è forse, in alcuni momenti, quasi il rischio di una rievocazione nostalgica di un mondo scomparso. In altri, è forse eccessiva la semplificazione (Sestan riteneva, ad esempio, che il colpo parlamentare del 18 marzo 1876, che portò la Sinistra al potere ed ebbe dalla Destra toscana il decisivo appoggio, fosse stato provocato dalla troppo prolungata castità ministeriale dei consorti , p. 176). Ciò non toglie che l'insegnamento di Sestan resti a tutt'oggi fondamentale. I vecchi scolari ricorda Spadolini si trovano a pensare al maestro lontano come allo specchio della propria coscienza, di quella buona, serena coscienza della quale si vorrebbe avere sempre il consenso .
FILIPPO RONCHI