Rassegna storica del Risorgimento
AGRO ROMANO BONIFICA; BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884-1956
anno
<
1988
>
pagina
<
372
>
372 Libri e periodici
opuscoli pedagogici, veri e propri libri-guida per un'adeguata e razionale utilizzazione dei testi scolastici; essi sopperivano inoltre alla mancanza di corsi di formazione (la prima Scuola di Metodo venne infatti aperta a Torino soltanto nell'agosto del 1*44), fornendo anche preziose indicazioni pratiche, sia di carattere generale (ad esempio sul come comportarsi con gli alunni), che di carattere specifico (come insegnare a leggere e a scrivere). Come afferma giustamente in chiusura del volume Primosich, l'attività di Vincenzo Troya fu caratterizzata non tanto da un'astratta riflessione pedagogica, quanto piuttosto dalla diretta pratica didattica; a questo sono dovute indubbiamente la validità e l'efficacia dell'operato del piemontese, per il quale egli può essere a giusto merito definito, prendendo di nuovo in prestito un'espressione di Gambaro, l'antesignano dei nuovi educatori piemontesi.2)
VINCENZO FANNINI
Storia d'Italia e altri scritti editi e inediti di Cesare Balbo, a cura di MARIA FUBINI LEUZZI (Classici della Storiografia. Sezione moderna); Torino, U.T.E.T., 1984, in 8, pp. 1087. L. 80.000.
Nella prestigiosa collana dedicata ai Classici della storiografia , edita dalla U.T.E.T. con la consueta eleganza, appare, a cura di Maria Fubini Leuzzi questo volume dedicato allo storico piemontese. Cesare Balbo fu personaggio di notevole statura politica e culturale, ma comunemente è conosciuto come l'uomo di un sol libro, quelle Speranze d'Italia, lette poi riduttivamente come correzione al Primato del Gioberti.
E invece non è naturalmente così: quell'attività che occupò i suoi ultimi anni ha messo in ombra nel grosso pubblico tutto il lavoro di storico. La Fubini Leuzzi con meritoria opera ripubblica per la prima volta dei lavori che si possono ricollegare a quel progetto, da lui tenacemente perseguito, di organizzare una società di amici nell'ambito della Deputazione di storia patria allo scopo di comporre una storia d'Italia. Sfumando il progetto fu spinto a pubblicare nel maggio 1846 il Sommario della Storia d'Italia, che venne accolto come opera patriottica e presto adottato dalle scuole, visto che iniziava dalla protostoria e arrivava, nell'ultima edizione da lui curata, con un'appendice al 1848, dove riproponeva le tesi delle Speranze.
Numerosi lavori scelti dalla curatrice si collegano a quel tentativo; sei lettere a Carlo Troya per il quale Balbo nutriva molta stima, ma che gli riuscì inferiore nella sua Storia d'Italia nel Medioevo, a causa della soverchia erudizione. Altre sull'utilità presente di una storia italiana sono rivolte a Vieusseux, all'abate Peyron, all'avvocato Severino Battaglione.
In margine a questa attività preminentemente rivolta al medioevo, o di contenuto filosofico come il saggio Della civiltà in generale ed in particolare dei costumi nel mondo antico e moderno, steso come risposta alle obiezioni che Cesare Cantù moveva alla sua filosofia della storia, ed infine due opere di storia contemporanea al Balbo. La prima sono Le memorie della rivoluzione piemontese del 1821, rimaste inedite fino alle celebrazioni centenarie dei moti, nel 1921. Scritte a caldo a Parigi, pochi mesi dopo quegli avvenimenti, presentano uno stile faticoso che testimonia il profondo coinvolgimento dell'autore e la mancanza di una lima necessaria ad una pubblicazione, che l'autore non volle e vietò anche agli eredi.
Un altro testo che uscì dopo la sua morte è YAutobiografìa, che però arriva fino al 1821, finora utilizzata solo da chi si è dedicato ad uno studio politico e letterario sulla figura del Nostro. La Fubini Leuzzi giustamente mette in risalto invece l'interesse che questi lavori presentano per la storia delle istituzioni, sia napoleoniche che del Piemonte restaurato.
Concludendo: come è Balbo storico? Lui teneva molto a questo aspetto, più della carriera diplomatica, militare e amministrativa, che intraprese, con zelo, in gioventù. Però è un fatto che Balbo storico ebbe una diffusione molto ridotta, se si prescinde dal