Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO BONIFICA; BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884-1956
anno <1988>   pagina <375>
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Libri e periodici
incontestabile l'ispirazione caUaneana di gran parte della produzione di Gaetano Salvemini e delle sue prese di posizione politiche, ma ciò che più colpisce nei suoi ultimi scritti è il fatto che egli stesso consideri con estrema commozione Cattaneo la levatrice della sua maturazione intellettuale (p, 210), come è ricordato da Armani quasi in apertura del saggio Cattaneo negli ultimi scritti di Salvemini (pp. 209-224). Il contributo del pensiero autonomistico di Carlo Cattaneo al dibattito sulle regioni è oggetto del brevissimo scritto Cattaneo e il dibattito sulle regioni (pp. 225-233), articolo di commento ad un convegno svoltosi a Milano nel giugno del 1974 ed apparso in quello stesso anno sulle pagine di Critica storica (a. XI, N.S., n. 4, pp. 694-699).
Chiude il volume una sintetica ma utilissima Guida alla lettura di Cattaneo (pp. 237-264), breve saggio bibliografico opportunamente aggiornato al 1986.
Lungi dall'essere un lavoro organico, questo volume di Giuseppe Armani è tuttavia un utile strumento per una conoscenza generale (ma tuttaltro che superficiale) della figura e dell'opera di Carlo Cattaneo, al cui studio l'A. ha da lungo tempo ormai dedicato gran parte delle sue energie ed attenzioni, contribuendo in maniera efficace alla divulgazione dell'insegnamento del grande scrittore lombardo.
VINCENZO FANNINI
FORTUNATO MATARRESE, Giuseppe Del Re - Patriota e Letterato del Risorgimento (La fami­glia, la vita, l'opera). Parte II: La vita e l'opera di Giuseppe Del Re; Palo del Colle, Edizioni Liantonio, 1983, in 8, pp. 302-vm. L. 16.500.
Giuseppe Del Re non è ricordato oggidì fra i letterati o i patrioti del Risorgimento napoletano, ma già nel secolo scorso era cominciato l'oblio, dato che il De Sanctis, che pure lo aveva conosciuto di persona dà un rapido giudizio e non positivo sui due aspetti della sua attività. Fortunato Matarrese, studioso di italianistica, ha indagato a fondo su questo suo corregionale che aveva già affrontato in alcuni saggi degli anni '30; ora dedica una monografia alla famiglia Del Re di Gioia del Colle. Questo volume interessante è imperniato, però, su Giuseppe.
Nato a Turi nel 1806 da famiglia civile si trasferì con essa a Napoli nel 1820 dove proseguì gli studi fino ad una tradizionale laurea in legge; ma più che 'le pandette preferì la letteratura aderendo pienamente al movimento romantico. Giornalista, fu autore ed editore di vari fogli tirati nella stamperia di famiglia dell'Irle. Figlio e nipote di giacobini del '99, il Nostro entrò naturalmente nel mondo settario napoletano degli anni '40, diventando amico di Mariano d'Ayala e Carlo Poerio. La tipografia servì a stampare la Protesta del Popolo delle due Sicilie di Settembrini, costringendolo per questo a riparare in Francia. L'amnistia del 1848 lo vide di ritorno, fu eletto deputato dì Bari e collaboratore nel Nazionale di Silvio Spaventa.
Cognato di Costabile Carducci partecipò al fallito tentativo di insurrezione nel Cilento; di nuovo l'esilio a Marsiglia, poi a Genova e Torino, fissandosi dal 1853 a Pinerolo. Qui continuò l'attività a lui più congeniale, quella pubblicistica, in stretto contatto con gli esuli meridionali, coi quali ferveva il dibattito sui tempi e i modi dell'unificazione nazionale. Particolarmente decisi furono i suoi interventi contro 11 murattismo, nel quale vedeva giustamente una grave insidia al processo unitario, assolutamente da non sotto­valutare. Parallelamente continuava l'attività più propriamente letteraria pubblicando bio­grafie, traduzioni dal tedesco e un poemetto intitolato Agesilao Melano (sic). Nel 1860 approfittò dell'amnistia concessa da Francesco II per tornare a Napoli, dove collaborò nel Comitato di Unione, maturando la sua adesione al partito cavouriano, sanzionata dall'elezione a deputato nel collegio di Gioia del Colle nel primo Parlamento nazionale Per partecipare attivamente ai lavori rimase in Piemonte, morendo a Torino nel 1864.
Datate le sue composizioni storiche e letterarie, presto cadute in oblio; ma la storia culturale dì un periodo non si fa solo coi capolavori, sempre rari; così nella Napoli
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