Rassegna storica del Risorgimento

AGRO ROMANO BONIFICA; BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884-1956
anno <1988>   pagina <381>
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Libri e periodici
Nel discorso sull'attività svolta alla Camera, dopo le eledoni del 1880, pronunziato a Palermo il 13 novembre 1881, Crispi definisce Minghetti un eminente uomo di Stato, direi anzi il solo eminente uomo di Stato che abbia la Destra.5) Nella commemorazione, tenuta a Roma neU' aula magna del Collegio Romano il 16 gennaio 1887, lo stesso Crispi afferma che Marco Minghetti fu il più nobile cavaliere del Parlamento italiano. Combatteva, talora con ardore, ma rispettava l'avversario; non l'offendeva. Letterato ed uomo di Stato, era un artista in tutte le sue manifestazioni. Il disordine e l'ingiustizia, il brutto ed il vizio offendevano l'animo suo, devoto come egli era all'ordine ed al diritto, al bello ed alla virtù.6)
Il tono è forse enfatico, le parole non sono false né immeritate.
VINCENZO G. PACIFICI
GIUSEPPE ASTUTO, Abele Damiani e la Sicilia post-unitaria; Catania, CULC, 1986 (la ediz. 1984), in 8, pp. 270. L. 25.000.
Giuseppe Astuto, pubblicando, anni or sono, il carteggio tra Crispi e Damiani, aveva offerto la possibilità di interessanti e utili puntualizzazioni sulle posizioni assunte in diversi momenti della vita pubblica dal maggiore dei due e aveva consentito di lanciare uno sguardo più accurato di quanto sia potuto avvenire sino ad oggi su Damiani.1)
Tra le lettere resta prova della moralità e dell'amor proprio dell'uomo politico di Marsala quella, priva di datazione, in cui, fatto oggetto di maldicenze, rassegna, in termini dolenti ma affettuosi, le dimissioni dall'incarico di segretario dello stesso Crispi.2)
Ora, frutto di quella che Giuseppe Giarrizzo chiama lunga convivenza ideale , viene presentato il volume, riuscito per l'approfondita documentazione recata, misurato per le conclusioni sostenute. Caracciolo, nell'opera sull'inchiesta agraria J acini, ha considerato di primario valore fra tutte le monografie del Morpurgo sul Veneto, dello J acini sulla Lombardia, del Damiani sulla Sicilia , il quale, poi, è detto, sostenuto da passione instancabile .3)
Il lavoro di Astuto consente ora di leggere ancora più dall'interno, criticamente, i risultati raggiunti da Damiani, commissario per la prima delle dodici circoscrizioni, in cui era diviso il territorio nazionale.
Personalmente ho sempre nutrito perplessità di fronte alle opere dettate da studiosi locali, su figure ed uomini assurti ad una notorietà, che troppo spesso viene ingigantita e quindi distorta. In altre parole, soltanto a pochi, un nome su tutti viene alla mente, Rosario Romeo con Cavour, è consentito trattare una personalità senza enfatizzarla in una visione, dalla consuetudine resa familiare e di conseguenza poco o punto critica. Era naturale, perciò, analizzando il lavoro di Astuto, la stessa domanda, alla quale, come si diceva, va data una risposta positiva per l'Autore.
L'azione e l'operato di Damiani sono ripercorsi senza esagerazioni campanilistiche, la figura è studiata nella sua misura più equa senza trasformarla in quella di uno sconosciuto gigante, il suo posto nella vicenda politica è ritagliato correttamente in un mondo ideale e politico nato dal Risorgimento ... profondamente scosso dalle trasformazioni in corso nella realtà italiana degli inizi del secolo .
VINCENZO G. PACIFICI
S) F. CRISPI, Op. cit., p. 501. > Ivi, p. 665.
1) G. ASTUTO, Crispi e Damiani, Carteggio 1876-1899, in Siculorum Gymnasium, XXXV <1982), pp. 5-122.
2) Ivi, pp. 71-72.
3) A. CARACCIOLO, L'inchiesta agraria facini, Torino, ed. 1976, p. 89 e p. 125.
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