Rassegna storica del Risorgimento
AGRO ROMANO BONIFICA; BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884-1956
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1988
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pagina
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383
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Libri e periodici
Nel terzo tema trattato; la stòria italiana osservala dal punto di vista dei cattolici transigenti siciliani, benché ampiamente presente nel libro, mi sembra che ci sia qualche reticenza ad abbracciare tutta la questione sociale e la crisi di fine secolo nella sua complessità, come si accennava precedentemente. Questo avviene benché l'Autrice non sia una studiosa insensibile alla genesi dei movimenti politici, come dimostra l'altro suo lavoro: La prima Democrazia Cristiana in Sicilia, e l'iniziativa sociale di Luigi Sturzo 1901-1905 . Certo che una trattazione più ampia sul movimento cattolico siciliano della fine dell'Ottocento con le sue implicazioni ci stava davvero bene. Ma può essere che questo sia solo un mio desiderio soggettivo.
STEFANO GROSSI
G, SPADOLINI, A. SCIROCCO, G. LIBERATI, F. BARRA, R. COLAPIETRA, T. IERMANO, M. DELLA SALA, M. BATTAGLINI, R. DELLA SALA, G. POTESTÀ, F, D'EPISCOPO, Michele Pironti nel primo centenario della morte. 1885-1985. Atti del Convegno Nazionale di Studi, Avellino, 13-14 dicembre 1985, a cura di Mario Gabriele Giordano; Avellino, Sabatia Editrice, 1985, in 8, pp. 291. L. 25.000.
La rivista Riscontri propone in questo volume gli atti del Convegno nazionale di studi su Michele Pironti, tenutosi ad Avellino in occasione del primo centenario della sua morte (1885-1985). Un'iniziativa importante, perché la figura dell'uomo politico e magistrato irpino non è stata oggetto, nel Novecento, di una particolare attenzione storiografica. Eppure la vicenda di Pironti ha un indubbio interesse e risulta, per molti aspetti, emblematica. Da sottolineare, inoltre, come alcuni relatori abbiano potuto avvalersi di documenti inediti, in primo luogo quelli dell'archivio di Montoro, posto a disposizione del pubblico dalla contessa Maria Pia Pironti.
1 vari contributi sono, in generale, validi ed illuminanti, ma poiché non è possibile dar conto qui di ogni singola relazione, ci limiteremo a segnalare gli apporti che sembrano di impianto critico più solido e più ricchi di spunti per la riflessione. Molto significativi appaiono gli interventi di Alfonso Scirocco {Michele Pironti e il liberalismo meridionale), Mario Battaglini {Michele Pironti e l'Amministrazione della Giustizia), Raffaele Colapietra {Michele Pironti tra le aule di giustizia e quelle parlamentari). Scirocco ritiene che le nuove ricerche su Pironti possano offrire l'occasione per riaprire il discorso circa la classe dirigente meridionale liberale, incapace, dopo il 1860, di interpretare le esigenze del Sud. In questo senso, la parabola personale di Pironti diventa esemplare. Liberale avanzato nel 1848, animatore di battagliere pubblicazioni quali La Guida del popolo e L'Indipendente, duramente perseguitato durante la reazione borbonica, egli subì in seguito una netta involuzione conservatrice. Scirocco nota, però, che l'apparente estremismo di Pironti negli anni 1848-'49 aveva, in realtà, una sua spiegazione nelle condizioni in cui si trovarono ad operare i liberali napoletani.
Moderati per educazione e per convinzione, essi furono costretti ad agitare il Mezzogiorno per spingere un governo oltremodo reazionario sulla via delle riforme. Dopo la sanguinosa repressione del 15 maggio 1848, i liberali cercarono ancora di arginare la controffensiva borbonica, ingaggiando una lotta coraggiosa. Così se in Toscana, in Piemonte, nello Stato Pontificio fu, per qualche tempo almeno, operante una collaborazione tra principi e classe dirigente, a Napoli i liberali moderati si ritrovarono, loro malgrado, ad agire da rivoluzionari. D'altro lato, rimasero esposti alle conseguenze dei moti nelle campagne e vennero, perciò, abbandonati da gran parte della borghesia, che preferì rinunciare alla costituzione in cambio della protezione dell'esercito regio contro i contadini. Ebbene, Pironti fu tra quei pochi che, per non rinnegare le convinzioni liberali, si impegnarono sempre più a fondo (su questo aspetto, pregevole la relazione Michele Pironti e la stampa politica del 1848 di Raffaele La Sala), sfidando a viso aperto un regime liberticida. La difesa del socialismo, le suggestioni mazziniane, che traspaiono in qualche articolo de L'Indipendente, vanno inquadrate nella necessità di respingere le esasperazioni con cui i
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