Rassegna storica del Risorgimento

PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
anno <1988>   pagina <411>
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FONTI E MEMORIE
ASPETTI E PROBLEMI
DELLTNSEDIAMENTO MILITARE A PERUGIA
NEL DECENNIO POSTUNITARIO (1860-1870) *
Qualche anno fa, Alberto Monticone, nel tentativo di definire alcuni degli aspetti più rilevanti della presenza dell'amministrazione centrale, e quindi degli sforzi di gestione dall'alto della realtà locale umbra dopo l'uni­ficazione, assegnava un posto di rilievo all'esercito, accanto a forme più vi­stose, quali il prefetto politico, la magistratura e la banca.1)
Soprattutto nei primi anni successivi all'Unità alcuni problemi, da ri­condurre alle travagliate vicende che portarono alla annessione dell'Umbria e alla vicinanza della regione con lo Stato del papa, fecero sì che, accanto alla nuova classe dirigente liberale, si muovesse l'autorità militare, talvolta con uguali o superiori prerogative.2) Forze militari presidiavano tutti i centri più importanti posti nelle vicinanze della difficile frontiera e solo sul finire del 1862, con l'attribuzione alla prefettura di Perugia del controllo di tutta l'attività amministrativa e politica e con il parziale raggiungimento di un accordo tra le due parti sul problema della linea di confine, l'atmosfera di guerra diminuì, pur restando evidente che all'autorità militare, go­verno e gran parte dell'opinione pubblica affidavano il compito di conclu­dere e difendere l'Unità nazionale.3)
* Questo lavoro, ampliato e corredato dell'apparato bibliografico, è il testo della comunicazione presentata al Convegno Esercito e città. Dall'Unità agli anni trenta , tenutosi a Spoleto (11-14 maggio 1988) e organizzato dalla Deputazione di Storia Patria per l'Umbria.
i) Cfr. A. MONTICONE, Nell'età dello sviluppo moderno: isolamento e ritardo compa­rativo nell'Italia unita, in Cattolici e società in Umbria tra Ottocento e Novecento, Roma, 1984, pp. 5-6.
2) Dopo le testimonianze e i vari lavori che tra Otto e Novecento furono dedicati all'approfondimento delle vicende dell'insurrezione della città, nel giugno del 1859, lo studio che, per la prima volta, inserisce gli avvenimenti locali nel più ampio contesto italiano ed europeo è quello di R. UGOLINI, Cavour e Napoleone III nell'Italia centrale. Il sacrificio di Perugia, Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1973, in particolare le pp. 107-176. Sulla difficile situazione dell'Umbria, punta avanzata del nuovo Stato italiano verso Roma, cfr. F. BARTOCCINI, L'Umbria nella questione romana, in Bollettino della Depu­tazione di Storia Patria per l'Umbria, LXVIII (1971), 2, pp. 107-149.
3) Ivi, pp. 107-112. Sul ruolo delle forze armate nel compimento del processo di unificazione del paese cfr. L. CEVA, Forze armate e società civile dal 1861 al 1887, in 1861-1887. Il processo d'unificazione nella realtà del paese. Atti del L Congresso di storia del Risorgimento italiano (Bologna, 5-9 novembre 1980), Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1982, p. 296 sgg. Del medesimo autore anche Le forze armate, Torino, 1981. Si veda inoltre G. ROCHAT O. MASSOBRIO, Breve storia dell'esercito italiano dal 1861 al 1943, Torino, 1968; P. DEL NEGRO, Esercito, Stato e Società, Bologna, 1979; e infine V. GALLINARI, / primi quindici anni, in L'esercito italiano dall'Unità alla Grande Guerra, Roma, Ufficio storico dello S-M. Esercito, 1980, pp. 49-88.