Rassegna storica del Risorgimento
PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
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1988
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L'insediamento militare a Veruna
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si dichiarò subito favorevole alla cessione affermando che anche altre città dell'Umbria avevano offerto locali e adattamenti e che invece in Piemonte vi sono state delle città che hanno edificato a proprio conto appositamente jD
La discussione che ne seguì fu abbastanza vivace e a coloro che si dimostrarono sfavorevoli alla consegna del convento (poiché in tal modo la città non avrebbe più avuto la sede per la Pinacoteca e l'Accademia), si replicò sostenendo che il Comune avrebbe potuto ottenere dal governo due altri conventi e precisamente vennero indicati i monasteri delle Colombe e delle Maddalene, i quali anche per l'ubicazione [...] sarebbe meglio inteso venissero ceduti al Comune , che li poteva restaurare e torre loro la deformità esterna che attualmente presentano .> Ma su tale proposta ci fu chi, sottilmente, fece notare che non conveniva chiedere al governo un compenso nell'atto stesso che si offre a fare un favore e che, casomai, in proseguo di tempo , la Giunta poteva ritornare sul problema della sede della Pinacoteca e dell'Accademia, chiedendo uno o due conventi al governo. La delibera finale che dava facoltà alla Giunta di trattare l'istituzione del Deposito rnilitare, cedendo l'uso di parte del convento di S. Domenico, fu approvata all'unanimità.1") Malgrado ciò circa quindici giorni dopo fu resa nota una comunicazione del generale de Sonnaz che, da Firenze, avvertiva gli amministratori dell'impossibilità di attuare, per il momento, un Deposito militare in città e che invece quanto prima vi avrebbe avuto sede una divisione.11)
Dopo altre comunicazioni e precisazioni, talvolta contradittorie, alla fine di agosto, quasi per porre fine al susseguirsi di notizie contrastanti, il sindaco lesse in Giunta una lettera del de Sonnaz che lo assicurava del-i'insediamento in città di una divisione militare e di un Deposito di cavalleria.12)
particolare le pp. 190-202 dove si accenna alle varie destinazioni del convento, dalla soppressione ai nostri giorni. Sì veda anche SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER IL LAZIO, L'UMBRIA E LE MARCHE, Gli archìvi dell'Umbria, Roma, Ministero dell'Interno, Pubblicazioni degli Archivi di Stato, XXX, 1957, pp. 29-33.
8) ASCP, Amministrativo 1817-1870, Atti del Consiglio, 10 luglio 1861, pp. 365-366.
5) Ibidem.
10) Il Consiglio basandosi principalmente su quanto venia proposto dalla Giunta votò innanzi tutto la seguente proposizione: se piace dar facoltà alla Giunta di trattare la istituzione di uno o due Depositi Militari in Perugia cedendo a tale scopo al Governo l'uso dell'ex Convento di S. Domenico, escluso però 11 locale della Inquisizione e tutte le altre adiacenze e fabbricati annessi e limitrofi, che non si reputassero necessari all'uopo. La proposizione fu vinta alla unanimità tutti i ventitre voti favorevoli {ivi, pp. 367-368).
i) Ivi, Atti detta Giunta, 1, 24 luglio 1861, p. 180.
12} Ai primi di agosto il generale de Sonnaz interpellò il Comune circa la possibilità di reperire In città tm locale adatto a contenere 600 cavalli. Il sindaco rispose che il municipio era pronto a sostenere a quelle spese che potrebbero avvenire. Nella seduta della Giunta del 10 agosto Filippo Tnntini, deputato al casermaggio, riferì che in base ai contatti avuti a Firenze con il generale de Sonnaz In città si sarebbe insediato non solo un Deposito per 600 cavalli ma anche il Quinto Corpo di Armata, composto da un Reggimento dì cavalleria, una Brigata di fanteria e una Batteria di artiglieria. Di fronte a tale prospettiva