Rassegna storica del Risorgimento

PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
anno <1988>   pagina <415>
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L'insediamento militare a Perugia 415
cessila. Per tale categoria di lavoratori, infatti, le soppressioni avevano rappresentato una brusca interruzione della richiesta di piccoli lavori e piccole manifatture che conventi e corporazioni religiose necessaria­mente le fornivano . Il danno materiale era stato secondo il sin­daco ragguardevole; nel mese di aprile del 1862, forse preoccupato di una reazione della popolazione, egli tornò a raccomandare al prefetto, ai vertici militari e al governo l'insediamento del Deposito in città, facendo proprio leva sulla condizione di crisi della classe operaia manifatturiera, sul diffuso malcontento e sulle lagnanze che cominciavano a serpeggiare nella popolazione urbana. Esisteva il pericolo reale di disordini, con grave turbamento dell'ordine pubblico e ripercussioni sulla stabilità e sulla credi­bilità del nuovo Stato.17)
Anche di fronte a tali pressioni il ministero della Guerra ribadi che non era in condizione di assicurare un favorevole riscontro ad un positivo affidamento atta domanda di Deposito 18> e solo il generale de Sonnaz rin­novava le promesse e il suo impegno per raggiungere l'obiettivo.19) Anzi ver­so la fine del mese di maggio inviò a Perugia il colonnello Garli, suo aiutan­te, per trattare con le autorità municipali la questione del Deposito e della stanza di un reggimento di fanteria.20) In seguito al sopralluogo dell'uf­ficiale le carte in tavola cambiarono di nuovo: la Giunta, nella seduta del 2 giugno, decise di proporre al Consiglio la trasformazione dei locali dell'ex convento di S. Domenico in caserma di milizia stabile J.21) Due giorni dopo, in sede consiliare, il segretario lesse i risultati della perizia del colonnello Garli il quale, dopo aver visitato tutte le caserme della città, dichiarò che se il Comune avesse ceduto tutti i locali di S. Domenico, compreso quello dell'ex Inquisizione, Perugia avrebbe certamente potuto ottenere l'insedia­mento almeno di un reggimento di fanteria, col comando superiore di una divisione o sotto-divisione, a condizione però che le circostanze politiche lo avessero permesso e che il Comune si obbligasse a suo conto di redurre a caserma il detto ex convento s.22)
Il colonnello Garli, a nome anche del generale de Sonnaz, nella sua relazione sottolineava che la stanza di milizia era assai più utile ohe avere
17) ASCP, Amministrativo 1817-1870, 24, Casermaggio delle truppe, minute delle lettere inviale ai generali Brignone (Torino), de Sonnaz {Firenze), Revel (Terni), al Prefetto dell'Umbria e al ministero della Guerra, in data 14 aprile 1862.
W> Ivi, lettera del ministero della Guerra al sindaco, 19 aprile 1862.
19) Ivi, lettera del generale Maurizio de Sonnaz al sindaco, 26 aprile 1862. Da parte sua il prelètto Tanari, nella risposta all'invito del sindaco, dichiarava di aver raccomandato la causa ai ministeri della Guerra e degli Interni (17 aprile 1862), mentre da Terni il Revel si dichiarava spiacente di non aver autorità da poter secondare a far riescire i giusti desideri della città, aggiungendo che tutta la questione dipendeva dal Gran Comando del Dipartimento Militare residente in Firenze (18 aprile 1862).
20) Ivi, Atti della Giunta, 2, 25 maggio 1862, p. 197. La Giunta deliberò in proposito di pagare le spese di alloggio e del mezzo di trasporto, fino a Spoleto, dell'ufficiale, e ciò in vista dei riguardi che si debbono usare .per tanto importante aliare e al detto Generale, nostro Deputato al Parlamento, e al suo rappresentante .
20 Ivi, 2 giugno 1862, pp. 206-207.
2) Ivi, Atti del Consiglio, 15, 4 giugno 1862, pp. 164-168.