Rassegna storica del Risorgimento
PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
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1988
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Mario Tosti
un semplice Deposito che per Perugia non sarebbe potuto essere maggiore di due compagnie, che l'utile che viene da un Deposito per lavori ora non è di gran entità, giacché tutto di presente proviene dalla fornitura e che finalmente l'attuazione di una stanza militare non preclude certamente la via ad ottenere col tempo anche un Deposito.23)
Desta sicuramente sorpresa il repentino allineamento deU'amministra-zione comunale sulle posizioni delle autorità militari; imperizia, scarsa competenza e forse più di tutto la necessità di avere comunque in città qualcosa che rinvigorisse lo stanco mercato, giocarono un ruolo decisivo nella emanazione della delibera che, annullando quella precedente del 10 luglio 1861, stabilì la cessione del convento di S. Domenico per caserma di milizia regolare.24)
Fortunatamente per la città, verso la fine dell'estate del 1862, quelle eccezionali politiche vicende , che avrebbero impedito qualsiasi insediamento stabile nel capoluogo umbro, andarono attenuandosi. L'equilibrio raggiunto tra il nuovo Stato italiano e Roma sulla questione del confine ebbe come conseguenza una diminuzione dell'importanza dei presidii militari posti lungo il confine e anche quello di Terni, punta avanzata dello schieramento italiano intorno allo Stato del papa,25) venne sottoposto agli ordini del Comando Generale della Sotto-Divisione Militare Territoriale dell'Umbria, con sede proprio a Perugia.
Fu il generale de Sonnaz a comunicare al sindaco la decisione del Ministro: godo di poterle finalmente annunziare essersi già stabilito in massima che Perugia debba essere costantemente sede non solamente di un Quartier Generale di divisione attiva e di un Reggimento ma ancora di un Deposito: per i due primi già furono impartiti gli ordini in proposito, in quanto all'ultimo pendono ancora presso il Ministero alcune trattative di dettaglio, che spero si possano facilmente risolvere fp Alla fine del mese di giugno il generale Masi annunciava, a sua volta, la concessione alla città di un Deposito di fanteria;27) il sindaco inviò i consueti ringraziamenti3*) e pochi giorni dopo ricevette la relazione dell'ingegnere comunale sui lavori attuati o da eseguire per trasformare alcuni locali del convento in Deposito militare. Secondo le direttive ricevute il tecnico municipale, nella definizione del progetto, aveva cercato di salvare i magazzini, che erano utilizzati come deposito comunale, e il locale dell'Inquisizione, mentre la maggior parte della vecchia caserma restava adibita per le truppe di transito.)
L'esasperata volontà di insediare in città alcuni contingenti militari e
n Ibidem.
20 Ibidem, I voti favorevoli alla delibera furono 23 poiché, per motivi non specificati, si erano allontanati dall'aula i consiglieri Cesarei, Bruschi, Pennacchi, Trinci, Donini Ferretti e Baglioni.
25) F. BARTOCCINI, L'Umbria nétta questione romana, cit., p. 110.
20 ASCP, Amministrativo 1817-1870, 24, Casermaggio delle truppe, 15 giugno 1862.
37) jyit lettera del generale Masi al sindaco, 30 giugno 1862.
29 Ivi, minute della lettera del sindaco al generale de Sonnaz e al ministro della Guerra, 2 luglio 1862.
29) Ivi, lettera dell'ingegnere comunale, Filippo Lardoni, al sindaco, 9 luglio 1862.