Rassegna storica del Risorgimento
PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
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1988
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L'insediamento militare a Perugia
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un Deposito aveva probabilmente indotto il sindaco e i consiglieri a valutazioni errate circa le reali possibilità di acquartieramento; alla prova dei fatti gli spazi predisposti si rivelarono assolutamente insufficienti.
Le autorità militari chiesero, allora, di poter occupare nuovi spazi all'interno di S. Domenico; una richiesta che, in un primo momento, venne ritenuta inaccettabile dal sindaco in quanto nell'edificio doveva esser impiantato il sospirato Deposito, e il Comune, oltre ad utilizzare alcuni locali come magazzini, vi aveva istituito una scuola; i rimanenti locali, più adatti per essere trasformati in caserma, dovevano servire per l'acquartieramento delle truppe di passaggio.30) Ma in seguito all'insistenza del Comando Generale e dopo una riunione della Giunta, il sindaco aderiva alla richiesta dei militari e scriveva al generale Cadorna: questa Giunta municipale, nella tornata straordinaria di ieri, in vista di secondare sempre le brame del Regio Governo, ed anche le premure addimostrate dal lodato Sig. Generale, non è punto lontana da consentire che parte dell'ex Convento di S. Domenico sia destinato provvisoriamente a caserma delle truppe di stanza in questa città .31)
Nella mente degli amministratori, dunque, la cessione aveva un carattere provvisorio ed era stata eseguita in mera via di amichevole conciliazione ; il sindaco, oltre a riaffermare l' assoluta proprietà del Municipio, sottolineava la necessità di lasciare liberi i locali destinati al Deposito e di utilizzare la caserma di S. Agostino per le truppe di passaggio.32) Quest'ultima richiesta venne accolta e l'ufficio dell'Intendenza Militare, pochi giorni dopo, rendeva noto al municipio che il convento di S. Agostino sarebbe stato, in seguito, destinato ad alloggiare le truppe di passaggio.33)
Il 18 agosto, intanto, lasciava la città la Legione dei Cacciatori del Tevere e il 23 giungeva un battaglione del 21 Reggimento fanteria.34)
La consegna della parte del convento destinata ad ospitare stabilmente la guarnigione avvenne alla presenza di una commissione,3*) ma i locali predisposti furono in grado di accogliere solamente una parte dei soldati mentre gli altri vennero provvisoriamente alloggiati nel monastero di S. Pietro dove, tuttavia, erano talmente stretti da soffrirne l'igiene ed il regolare
5) Ivi, minuta della lettera del sindaco all'Intendente Militare, 16 agosto 1862.
M> Ivi, Atti della Giunta, 2, 19 agosto 1862, p, 320; ma anche nella stessa serie la busta 24, Casermaggio delle truppe, minuta della lettera del sindaco al Generale Comandante la Sotto-Divisione Militare Territoriale dell'Umbria, 20 agosto 1862. Nella lettera il sindaco faceva notare che l'acquartieramento a S. Domenico avrebbe comportato gravi difficoltà nell'approvvigionamento dell'acqua: Come si è detto il Municipio medesimo cede ben di buon grado la sunnominata parte dell'ex Convento per secondare i desideri dell'onorevole Comando: crede però sia lecito avvertire che in tal caso si troverà la Guarnigione in qualche angustia di acqua, mentre che se si facesse occupare invece la Caserma di S. Francesco al Prato, l'acqua ve ne sarebbe ad esuberanza .
32) Ibidem.
33) Ivi, 27 agosto 1862.
34) Ivi, Indirizzo di saluto alla Legione dei Cacciatori del Tevere che lascia la città. Cfr. anche la lettera del generale Cadorna al sindaco, 21 agosto 1862.
35) La commissione era composta da un ufficiale del Genio, un impiegato dell'Intendenza Militare, un ufficiale del Circondario Militare e un impiegato comunale (ibidem).