Rassegna storica del Risorgimento
PERUGIA INSEDIAMENTO MILITARE 1860-1870
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1988
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L'iiisediamento militare a Perugia
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2 - Esercito, società civile e chiesa locale
La presenza militare determinò tuttavia nuovi problemi per l'amministrazione comunale; in primo luogo la completa occupazione dei locali di S. Domenico causò gravi difficoltà nella sistemazione delle truppe di passaggio. In genere il loro soggiorno era abbastanza breve ma la continua mobilità delle truppe (conseguenza della particolare posizione geografica della regione, da sempre crocevia tra nord e sud, tra costa tirrenica e adriatica ed inoltre, negli anni 1860-1870, zona di frontiera), determinò non pochi inconvenienti per l'acquartieramento dei soldati di passaggio e numerosi dissidi tra amministrazione comunale e comando territoriale.42)
Le tensioni maggiori si verificarono quando al comando della sottodivisione fu nominato il generale Cadorna: questi, proveniente dall'esercito piemontese, faceva parte àeWélite dirigente degli ufficiali generali e fin dal suo arrivo in città si rese protagonista di una serie di richieste tutte finalizzate a sottolineare il carattere di casta dei vertici della gerarchia militare.43* Dopo un breve periodo di soggiorno presso un albergo della città,44) il generale prese stabile dimora in un lussuoso appartamento del palazzo dei fratelli Donini, i quali pretendevano un canone annuo di lire 6.000. Ma il governo pagava solamente 4.000 lire e le autorità comunali decisero non solo di pagare la differenza, ma anche di soddisfare le numerose altre richieste, in particolare di oggetti e materiale per l'arredamento dell'appartamento, specificando che la motivazione della sollecita adesione alle istanze del generale era quella di eliminare ogni ragione di timore
*9 Infatti nel decennio 1860-1S70 il passaggio delle troppe in città fu mi fenomeno talmente costante che la decisione delle autorità militari di adibire il convento di S. Agostino a caserma per le truppe di transito risultò inefficace a fronteggiare il problema. Confortati anche dal parere del generale Cadorna, che nell'agosto del 1862 aveva previsto una sensibile diminuzione del passaggio di truppe (ivi, Amministrativo 1817-1870, 24, lettera del generale Cadorna al sindaco, 22 agosto 1862) gli amministratori perugini si trovarono assolutamente impreparati e il 30 agosto 1862 furono costretti a destinare alle truppe di transito il convento di S. Girolamo {ivi, minuta della lettera del sindaco al gen. Cadorna, 30 agosto 1862) mentre già dal 20 giugno 1859 alcuni locali del convento di S. Pietro furono destinati a quartieri militari [ARCHIVIO PRIVATO DI S. PIETRO (d'ora in avanti ASP), Memorie e ricordi di S. Pietro di Perugia (1847-1866), voi. li, p. 225; e anche ASCP, Amministrativo 1817-1870, 24, lettera 4el Comando Generale Territoriale al sindaco, 19 ottobre 1862].
Un'indicazione approssimativa dell'entità del passaggio di guarnigioni in città si può avere ivi, 41, Provvedimenti in caso di guerra e altre cose militari.
43) Egli fu comandante della Divisione di Perugia dal luglio 1862 al gennaio 1864 allorché venne posto al comando della Divisione di Firenze. Cfr. il profilo di G. ROCIIAT, in Dizionario biografico degli Italiani, 16, ad vocem, pp. 109-111. Notizie anche in L. CEVA, Forze armale e società civile, cit., pp. 294-293. Sulla ricerca di prestigio esteriore e sullo sviluppo degli interessi di casta del corpo ufficiali nell'esercito dell'età liberale si veda G. ROCHAT, L'esercito italiano negli ultimi cento anni, in Storia d'Italia, 1 Documenti, 5**, in particolare le VP. 18704875.
*) Cfr. ASCP, Atti della Giunta, 2, 10 agosto 1862, p. 292 e p. 309: Importo di alloggio pel generale Cadorna . L'albergatore, un certo Casali, richiese una somma troppo elevata ma considerato che si trattava di cosa delicata assai, in ragione del personaggio , il sindaco ebbe mandato di combinarsi con l'albergatore .